Cgil grido d’allarme su sanità e scuola

Secondo la Cgil della provincia aquilana, la Asl Avezzano Sulmona L’Aquila ha sottovalutato la ripresa del dilagarsi del virus e lo ha fatto nonostante la gravità della situazione. Il personale sanitario tutto – dirigenti medici, infermieri, oss, tecnici ed amministrativi – continua ad essere sottodimensionato. L’unica azione che ha fatto la ASL in questi mesi è stata quella di prorogare mese per mese i contratti del personale precario. “Questo – scrive il sindacato – dimostra una totale mancanza di capacità programmatoria, in un momento in cui la garanzia della continuità contrattuale, anche attraverso la stabilizzazione del personale precario, potrebbe contribuire ad una migliore gestione dei servizi sanitari. Ci vorrebbe uno sforzo straordinario per superare la crisi da covid, ma anche e soprattutto per recuperare le risorse perse negli anni e che ora sarebbe fondamentale avere”.

Sono tante le segnalazioni di lavoratori e lavoratrici lasciati a casa in attesa di capire come comportarsi a seguito di contatti diretti o indiretti con persone positive al covid che sono, a loro volta, in attesa di comunicazioni da parte della ASL. Molto spesso costretti ad eseguire i tamponi privatamente per evitare i lunghi e inutili tempi delle strutture sanitarie pubbliche. “Sono passati inutilmente quasi otto mesi dall’inizio dell’emergenza – scrive ancora la Cgil – se ancora oggi sono migliaia le persone costrette a rivolgersi a pagamento a strutture private per poter eseguire il tampone. Sembra quasi che fare il tampone e tracciare il contagio sia un’esigenza di singoli individui e non di tutta la collettività. Sappiamo anche che non tutti possono rivolgersi alle strutture private e, di nuovo, la disuguaglianza economico-sociale è il discrimine tra la cura e la sua mancanza per impossibilità”.

Sulle scuole secondo la Cgil la nostra provincia è al collasso; è davvero difficile stabilire quante classi o sezioni siano chiuse, lo siano state o lo saranno nelle prossime ore. “Anche qui sono passati inutilmente quasi otto mesi a parlare di banchi con le rotelle senza accogliere il suggerimento di prevedere un presidio sanitario in ogni scuola e la possibilità di effettuare test rapidi. Sarebbero bastate queste due sole misure per impedire che il sistema di tracciamento si impallasse e per far lavorare il personale docente ed ATA con maggiore sicurezza. Raccogliamo quotidianamente e, spesso, senza aver la possibilità di essere utili, le testimonianze di personale spaventato che ha la sensazione di non essere tutelato. I profili professionali dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola continuano ad avere quell’aura di missione che giustifica ogni sacrificio. È una narrazione che non ci appartiene. Chiediamo sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici della scuola pubblica che sono in trincea”.

La scuola e la sanità secondo il sindacato non possono prescindere da due fattori di cui la politica deve tener conto: la qualità del servizio che erogano e la ricaduta che questa ha sulla collettività tutta. Troppo spesso entrambi si affidano alle competenze, alla disponibilità e allo spirito di servizio dei lavoratori e delle lavoratrici. È una narrazione che non ci appartiene, per la scuola come per la sanità: la professionalità, spesso alta di chi lavora, necessita di un impiego di risorse che ora deve essere straordinario e di una programmazione territoriale che ora non può più attendere. E’ il momento di dire basta e di pretendere risposte concrete e immediate al momento drammatico che viviamo, ma con il senso del cambiamento della prospettiva.

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