Cgil, i dati allarmanti dell’economia aquilana

A seguito dell’emergenza coronavirus centinaia di aziende nella provincia aquilana hanno interrotto o ridotto l’attività produttiva; alcune perché escluse dalle attività essenziali, altre per un calo fisiologico dovuto alle gravi conseguenze della crisi economica determinata proprio dal diffondersi del virus. Alla nostra organizzazione sindacale, scrive la Cgil provinciale, sono pervenute sino ad oggi oltre 800 informative obbligatorie (relative a tutte le attività economiche: industria, artigianato, servizi, commercio, sanità privata, servizi assistenziali, turismo, credito, cultura, telecomunicazioni, scuola, trasporto, logistica ed edilizia) per l’accesso agli ammortizzatori sociali dalle quali si evince un quadro allarmante. Infatti, cassa integrazione ordinaria, fondo di integrazione salariale, fondi di solidarietà bilaterali e cassa integrazione in deroga impattano finora circa 10.800 tra i lavoratori e le lavoratrici sospese a zero ore, che rappresentano una cospicua maggioranza, e i lavoratori e le lavoratrici a cui sarà consentito prestare la propria attività lavorativa per poche giornate al mese a seguito della riduzione dell’attività produttiva.

Dall’analisi dei dati raccolti ed elaborati dalle categorie sindacali Cgil si evince che la cassa integrazione ordinaria (CIGO) impatta ad oggi oltre 7000 lavoratori, il Fondo di integrazione salariale (FIS) circa 3000, la cassa in deroga (CIGD) circa 600 ed i fondi di solidarietà bilaterali (FSB) circa 200.

Scrive la Cgil: “E’ uno scenario ancor più preoccupante se pensiamo che si inserisce nella condizione già deprivata del nostro territorio che negli anni ha subito un costante arretramento economico e salariale. A tale drammatica situazione si aggiunge la condizione dei tanti lavoratori precari e discontinui che non hanno visto la riattivazione dei loro contratti di lavoro a causa della crisi economica da coronavirus. Non è ammissibile lasciare persone della nostra comunità senza reddito; lasciarle in piena solitudine ad affrontare una crisi che non darà per il prossimo futuro segnali di ripresa, ma che al contrario rischia di accentuare le disuguaglianze e di crearne di nuove, incrementando un dato già drammatico nella nostra provincia: quello della povertà assoluta”.

“L’inclusione ed il senso di appartenenza – conclude la Cgil – ad una comunità devono essere la rotta da seguire per chi amministra i nostri territori, per la politica e per il Governo nazionale. Nessuno deve essere lasciato solo, particolarmente in questo momento in cui alla perdita del lavoro e alla povertà si accompagnano la paura ed il senso di precarietà dell’esistenza. Non sono ammissibili atti ad excludendum. Non è questo il momento della facile retorica, occorrono responsabilità e capacità nel trovare soluzioni che costruiscano un vero sistema di protezione per le persone e le famiglie”.

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