Chi ha paura dello screening. Altri 44 casi accertati dalla Asl

I numeri non sono altissimi e comunque non ovunque quelli sperati: ancora molti scettici e troppo disinteresse per un’operazione che, al contrario, ha bisogno di una grande partecipazione perché i risultati siano utili e apprezzabili. Al termine del primo fine settimana di screening anti Covid sono 16531 i tamponi eseguiti in 26 Comuni della provincia, dove sulle 72 linee di prelievo sono stati scovati finora 88 positivi asintomatici. La media dei contagiati, fortunatamente, però, si mantiene bassa ovvero è dello 0,53%, quasi la metà insomma dei numeri usciti dallo screening gemello fatto in Alto Adige. Numeri che fanno ben sperare, ma che per avere una valenza scientificamente valida devono ottenere parimenti percentuali di partecipazione più alti, almeno il 60% della popolazione dicono gli esperti.

A Castel di Sangro, il centro più grande sul nostro territorio dove è stata avviata l’operazione di mappatura, ad esempio, si sono recate in tre giorni a fare il test antigenico solo 1500 persone, con 10 positivi trovati. Poco per una città di circa 7mila abitanti, nella quale erano attesi ai drive-through tra le 4 e le 5mila persone almeno: meno di un terzo del previsto, insomma, e poco più del 21% della popolazione. Tant’è che il sindaco Angelo Caruso ha deciso di proseguire nelle operazioni di prelievo per tutta la settimana, nella speranza che la cittadinanza risponda con più entusiasmo.

Maggiore risposta c’è stata nella vicina Pescocostanzo dove lo screening è di fatto terminato: dei circa 600 attesi (su una popolazione di circa 1000 abitanti), i tamponi somministrati sono stati in tutto 503, con 4 persone trovate positive. Quasi il pieno ha fatto poi il piccolo centro di Rocca Pia che ha concluso con 102 tamponi e zero contagi su una popolazione di circa 130 persone. A Roccaraso dei circa 1600 abitanti si sono sottoposte a tampone finora 406 persone con soli 2 positivi scovati. Lo screening continuerà sicuramente oggi nella frazione di Pietransieri. In Valle Peligna l’unico Comune già coinvolto è Prezza dove  in due giorni sono stati eseguiti 238 tamponi con 2 positivi asintomatici, la metà più o meno di quelli attesi (550) e poco più di un quarto della popolazione complessiva. A Prezza, spiega la sindaca Marianna Scoccia, lo screening sarà ripreso nel prossimo fine settimana, salvo riuscire a fare qualche tampone anche in settimana in base alle disponibilità dei medici di base. Infine in Valle Subequana l’unico Comune coinvolto finora è stato Goriano Sicoli: dei 520 abitanti si sono sottoposte a tampone 240 persone con zero positivi. Qui lo screening è di fatto finito, visto che alle 17 di ieri la postazione era già vuota. “Se qualcuno dovesse chiederlo faremo altri tamponi domenica prossima – spiega il sindaco Rodolfo Marganelli – ma la verità è che molti hanno già fatto i tamponi a pagamento che nei giorni scorsi un laboratorio aquilano è venuto a fare in zona”.

Il grosso dello screening e dei numeri, ovviamente, è legato alle città più grandi: L’Aquila, Avezzano e Sulmona, con a seguire, in Valle Peligna, il centro di Pratola Peligna. Sarà quindi il prossimo fine settimana quello cruciale per capire se si raggiungerà la quota del 60% della popolazione, con la macchina organizzativa che è già a lavoro da giorni.

A Pratola la sindaca De Nino ha già predisposto i turni, suddivisi per ordine alfabetico: dalla A alla F venerdì 4, dalla G alla O sabato 5 e dalla P alla Z domenica 6. Una divisione che ovviamente non è rigida, con la possibilità per chi è impossibilitato a recarsi al drive-through allo stadio Ricci di andare anche in giorni diversi da quelli assegnati. Postazione a parte sarà invece allestita per i residenti di Bagnaturo dove nell’area degli impianti sportivi ci si potrà sottoporre a tampone sabato dalle 8 alle 17. 

Più complessa la macchina organizzativa di Sulmona dove sono attese ben 20mila persone nelle 20 linee che saranno allestite (all’aperto e al chiuso) al Palasport di via XXV aprile, all’ex caserma Battisti e all’Incoronata. Le modalità di accesso devono essere ancora definite, anche perché l’amministrazione sta cercando di allestire anche punti aggiuntivi a quelli già previsti. Il Comune è poi alla ricerca di medici, infermieri, biologi e tecnici di laboratorio volontari che diano un aiuto a questa grande operazione di massa, dove, però, a dover essere coinvolti dovranno essere principalmente i cittadini che dovranno sottoporsi al tampone.

L’obiettivo è quello di individuare quanti più asintomatici possibile ed isolarli in tempo per arginare il contagio che, d’altronde, in Centro Abruzzo continua ad avere numeri alti: ieri altri 44 nuovi casi (4 a Sulmona), scovati con il tracciamento della Asl.

1 Commento su "Chi ha paura dello screening. Altri 44 casi accertati dalla Asl"

  1. Magari fare lo screening prima che la situazione fosse andata completamente in vacca e non con un paio di mesi di ritardo avrebbe aiutato le persone a capire che farli è importante.

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