
E’ di un anno e nove mesi di reclusione la pena confermata a Emanuele Risio (47 anni) dai giudici della Corte d’Appello dell’Aquila. Il secondo grado ribadisce così la sentenza inflitta all’uomo, originario di Cocullo, dal Tribunale di Avezzano lo scorso anno, che lo aveva condannato per atti persecutori ai danni della propria vicina di casa.
I fatti risalgono al 2024, quando la donna aveva denunciato le persecuzioni, continue, del proprio vicino di casa. Atti che avevano portato al danneggiamento del proprio negozio, creando in lei una forte apprensione, tanto da portarla a modificare la routine giornaliera. Fumi da fuochi accesi, rumori molesti e immondizia lanciata nei pressi dell’attività commerciale della donna: queste le diverse angherie che Risio avrebbe messo in atto contro la vicina, costretta ad allertare i carabinieri della Compagnia di Sulmona.
Non erano bastati gli arresti domiciliari per fermare Risio, violati pochi giorni più tardi per recarsi in commissariato per denunciare la donna. Mossa che gli era costata la reclusione in carcere, dove resta tuttora per un’altra condanna, a tre anni, per aver aggredito un carabiniere, staccandogli a morsi l’orecchio.
Un fatto che risale al 13 agosto 2024, avvenuto a Sulmona, in un bar in via Patini. La furia dell’uomo, all’epoca ai domiciliari, era nata per un semplice controllo da parte dei militari dell’Arma.
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