Cogesa e Fondazione Carispaq, la minoranza all’attacco dei centri di potere

Comunque vada il futuro politico del sindaco Annamaria Casini non sarà una passeggiata di salute. Perché mentre si fa sempre più probabile la prosecuzione della sindacatura oltre il 26 febbraio, e quindi il ritorno alle urne solo nel 2020, dall’altra le opposizioni hanno tutta l’intenzione di rendere difficile la permanenza del primo cittadino alla guida di un’amministrazione nella quale non ha la maggioranza.
La strategia è quella di indebolire, innanzitutto, i cosiddetti centri di potere, quelli che, anche a queste regionali, hanno macinato voti per i gerosolimiani e in particolare per Marianna Scoccia.
Nel mirino, soprattutto, ci sono il Cogesa e la Fondazione Carispaq, per i quali si prospetta un voto del consiglio che obblighi il sindaco a chiedere la rimozione dei suoi rappresentanti.
Sul Cogesa, si è già detto, la partita va giocata con un più ampio margine che coinvolge anche gli altri Comuni soci, mentre per la Fondazione Carispaq l’opposizione chiederà probabilmente (se ne discuterà questa sera nella riunione di minoranza allargata) la testa di Mimmo Taglieri (presidente di una società di scopo della Fondazione) e di Armando Sinibaldi, attuale membro nel Cda dell’ente di cui il Comune fa parte e al quale contribuisce ad indicare i nomi degli amministratori.
Il motivo tecnico è che spendendosi in prima persona nella campagna elettorale a favore della Scoccia, Taglieri e Sinibaldi avrebbero violato lo Statuto della Fondazione, lì dove, cioè, l’articolo 11 comma “m” stabilisce che sono incompatibili “coloro che ricoprano funzioni di direzione, amministrazione e controllo in partiti o movimenti politici”. Non che Sinibaldi e Taglieri abbiano un ruolo formale nell’Udc (non che si sappia almeno), ma senza dubbio la loro scesa in campo per la Scoccia, sempre presenti e sempre pronti a fare l’endorsement ad ogni riunione e assemblea, non è quella che si definisce una posizione super partes, che pure è richiesta ai membri della Fondazione. E che in verità sarebbe richiesta anche a chi occupa ruoli nell’associazione Giostra Cavalleresca (di cui Taglieri è presidente onorario e più in generale di fatto).
Sulle partecipate, poi, in base al principio del controllo analogo, il sindaco dovrà seguire le indicazioni del consiglio comunale e qui, a differenza delle firme per le dimissioni, i numeri contro la gestione Margiotta ci sono tutti.
Le mozioni si discuteranno probabilmente già alla prossima assise, che oggi stesso il Pd ha richiesto in via urgente e straordinaria per discutere della situazione politica.

5 Commenti su "Cogesa e Fondazione Carispaq, la minoranza all’attacco dei centri di potere"

  1. Che finalmente si prospetta un scatto d’orgoglio? La richiesta di dimissioni fatela chiedere direttamente ai soggetti interessati (a partire dalle partecipate, associazioni, fondazioni, comune e, hai visto mai, anche regione).

  2. che schifo !!!

  3. comunque resteranno sempre degli zeri che non hanno mai lavorato e non hanno mai costruito un qualcosa di buono e concreto per la valle peligna, hanno solo banchettato. e i loro elettori umili servi che meritano solo disprezzo e pietà.

  4. bene,ma quale pieta’..a tutti cialtroni pedate bene assestate da Cittadini consapevoli,
    purtroppo con sudditi incapaci, solo combinazioni di preferenze,la conta dei voti…giostra inclusa,pedate per tutti,o no?

  5. Parafrasando l’articolo, la strategia è unicamente quella di sostituirsi agli attuali manovratori dei centri di potere per riniziare una nuova gestione… e simile.

    Ma senza numeri sufficienti e nella discordia più completa nel loro stesso interno come si fa?

    Ricordiamoci che cane non mangia cane e che questa è una storia già vista tante volte con esito nullo… serve solo a fare ammuina per gli elettori!!!

    Senza voti a sufficienza non vi è modo di stanare nessuno e lo sanno benissimo… entrambi … cattivi e parimenti cattivi 😉

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