Cogesa, Sulmona fugge ancora. Assemblea non valida

Nessuno si aspettava il clima natalizio di pace e fratellanza, ma neanche che il confronto, o meglio sarebbe dire la mancanza di confronto, tra i sindaci-soci di una società partecipata come il Cogesa finisse ad un passo dalla rissa.
Perché stasera poco ci è mancato, con gli oltre venti sindaci “ribelli” imbufaliti per l’ennesima presa in giro dei gerosolimiani, con il Comune di Sulmona in testa che prima scioglie la riunione del comitato del controllo analogo basandosi su un errore materiale di convocazione e poi fugge dal confronto facendo mancare il numero legale per tenere aperta l’assemblea dei soci.
Con l’amministratore unico Vincenzo Margiotta che convoca (per domani) una conferenza stampa, ma impedisce alla stampa non solo di partecipare all’assemblea dei soci (non era mai accaduto in passato), ma che scappa, anche lui, quando ad assemblea chiusa il resto dei sindaci invita la stampa a partecipare alla chiacchierata ormai diventata informale.
Ma tant’è il Cogesa è cosa loro, da tenere segreta nelle segrete stanze, anche se poi le annunciate assunzioni fiume che sembrano servire più alla campagna elettorale che alla funzionalità della società e lo stesso stipendio dell’amministratore unico, con i suoi moltiplicati rimborsi, a pagarli sono i contribuenti. Con quella tariffa che al momento non ancora si abbassa.
Ma c’è, soprattutto, il tema politico irrisolto, che i sindaci ribelli, “non certo una sparuto gruppo come vuol far intendere qualcuno”, sottolinea il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, hanno posto anche stasera sul tavolo ormai ad assemblea chiusa.
“Oggi all’ordine del giorno c’era un argomento molto serio, ovvero il passaggio dall’amministratore unico ad un consiglio di amministrazione a tre – ha spiegato il primo cittadino di Pacentro, Guido Angelilli – riteniamo che l’espansione della società richieda un maggiore controllo sull’operato della stessa, vista anche la farraginosità del sistema del controllo analogo. Ci aspettavamo di confrontarci su questo oggi, di discutere, anche di poter cambiare idea, persino di perdere ai voti. E invece tutto questo ci è stato ancora una volta impedito”.
“Una coltellata doppia alla democrazia – ha aggiunto il sindaco di Pescocostanzo Roberto Sciullo – i sindaci oggi assenti dimostrano di non avere rispetto per i cittadini che rappresentano”.
Il clima è teso più di quanto ci si aspettasse, anche perché fino a ieri sera c’era un accordo che preveda il cambio di governance a partire da marzo, dopo le elezioni. “E invece si ignorano ben 496 quote – aggiunge il sindaco di Pratola Antonella Di Nino – con Sulmona che si sottrae all’assemblea senza confrontarsi. Anche noi lasciammo l’assemblea quando venne eletto Margiotta, ma solo al momento del voto”.
Si va avanti così, con assemblee senza numero, affitti inutili dei locali, decisioni delegate all’uomo solo al comando. Fino a quando durerà, fino alle elezioni probabilmente, fino alla discussione sul bilancio di previsione verosimilmente, quando a Sulmona non sarà più sufficiente, né utile, far mancare con la sua assenza il numero legale.

1 Commento su "Cogesa, Sulmona fugge ancora. Assemblea non valida"

  1. ormai è chiara la gestione privatistica di questo ente, a questo punto esorterei i sindaci a chiedere le dimissioni del presidente e chiedere il commissariamento al prefetto. non è possibile inoltre che il sindaco di Sulmona non si presenti all’assemblea, con finezza fa mancare il quorum per la validità dell’assemblea quasi a non voler far trasparire il patto d’acciaio che ha siglato per il mantenimento della situazione attuale. è una vera vergogna. Spero che le autorità (non del posto ma a questo punto di livello più alto) facciano piena luce su ciò che sta succedendo.

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