Collelongo sfratta i randagi. Il Comune diffida i gestori: “Scioglieremo i contratti”

Entro domani i 31 cani sulmonesi ricoverati a Collelongo dovranno essere prelevati o scatterà per la loro custodia la tariffa ordinaria: 10 euro a cane al giorno. Che a conti fatti costerebbe al Comune di Sulmona il 50% in più di quello che paga attualmente alla Comar (per un totale di 9mila euro al mese), oltre al compenso riconosciuto alla Lida di 5mila euro al mese (salvo le detrazioni per il mancato adempimento).

I randagi di Sulmona non trovano insomma né pace, né casa. Nonostante i lavori affidati ieri, “alla buonora”, con due mesi di ritardo, per l’adeguamento del canile di Noce Mattei e nonostante l’affidamento fatto dal 20 gennaio scorso alla Lida di Ortona. L’associazione animalista che si è aggiudicata l’appalto non sembra essere in grado di adempiere agli impegni presi, tant’è che ad oggi solo 8 cani, dei 39 rimasti, sono stati trasferiti “al mare”. La scusa di tanta lentezza nei trasferimenti è quella della quarantena a cui, secondo la Lida, gli animali devono essere sottoposti prima di essere rilasciati nel canile di Ortona. Una pratica che, però, ha spiegato la Asl di Chieti, non è prevista, né dovuta per legge.

Così ora il dirigente del Comune di Sulmona, Domenico Giannetta, ha preso “carta e penna” e ha scritto alle due Asl competenti e ovviamente ai due gestori del servizio, diffidandoli a trovare subito una soluzione o, in alternativa, il servizio sarà affidato ad un nuovo soggetto, verosimilmente il canile privato molisano che aveva concorso al bando di gennaio.

“Nel caso in cui la società Comar Farm Srl dovesse confermare l’indisponibilità al mantenimento dei cani ancora da trasferire e l’associazione Lida – Sezione di Ortona dovesse confermare l’applicazione dei protocolli sanitari adottati finora, lo scrivente – si legge nella diffida -, al fine di dirimere definitivamente la situazione, si vedrà costretto a disporre la risoluzione di entrambi i contratti oggi in essere e ad affidare il servizio all’ulteriore Operatore Economico partecipante alla procedura di manifestazione di interesse già espletata”.

Trovarlo l’accordo, però, non sarà così facile: i due gestori si guardano in cagnesco – per restare in tema – con l’ultimo scontro consumatosi giovedì scorso in occasione del prelevamento di 4 cani da Collelongo: “Sono venuti qui con i giornalisti, i droni e i microfoni nascosti – racconta Pino Corsi della Comar – non ho intenzione più di collaborare con questi soggetti. Da giovedì se il Comune di Sulmona vorrà mantenere i randagi nel mio canile, che ricordo essere privato e costruito senza contributi pubblici, dovrà pagare il servizio ordinario”.

Anche volendo soprassedere alla quarantena, la Lida non ha però spazio a sufficienza per ospitare i cani che ha preso in carico: il canile di Ortona, per il quale ha ottenuto l’altro giorno la proroga della gestione per massimo due mesi, può ospitare infatti al massimo cento cani e nella struttura ne sono presenti già novanta.

A questo si aggiunge il problema delle nuove catture: “Si evidenzia una ulteriore criticità che potrebbe derivare dall’accalappiamento di cani randagi, che devono essere trasferiti dal canile sanitario al canile rifugio – scrive Giannetta -, atteso che i posti messi a disposizione dalla Lida per l’osservazione risultano già occupati”.

La soluzione più semplice sarebbe quella di riaprire il canile di Sulmona, cosa a cui, dicono i gruppi di maggioranza Sulmona al Centro, Noi Moderati e Forza Italia, “Si sta lavorando con determinazione per consentire l’apertura entro la metà del mese di marzo, compatibilmente con l’esito delle verifiche finali”. Solo per l’accreditamento ci vorranno almeno due settimane, però, e prima si dovranno eseguire i lavori.

3 Commenti su "Collelongo sfratta i randagi. Il Comune diffida i gestori: “Scioglieremo i contratti”"

  1. Manco ai cani…. se vivranno!
    Poveri animali!

  2. Passano mesi per una firma…..incredibile… Comandante per favore cerchi di risolvere questo annoso e sconcertante problema… ma gli incarichi non dovrebbero essere portati a termine?

  3. Massimo Cicone | 4 Marzo 2026 at 21:45 | Rispondi

    Se non sono in grado di sistemare quattro box per dei poveri cani, come pensano di affrontare la crisi occupazionale e industriale in valle Peligna ?”

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