
Non aveva accettato la fine della loro relazione e per questo si era presentato sotto casa della ex compagna e aveva esploso tre colpi con una pistola scacciacani, urlando e minacciando la donna di morte. Ha chiesto di patteggiare la pena il 50enne di Bagnaturo, finito nel mirino della magistratura per aver esploso, nella notte del 26 aprile scorso, tre colpi con una pistola scacciacani nell’androne del condominio dove vive la sua ex compagna. Il gip del Tribunale di Pescara, Mariacarla Sacco ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore Uberto Di Pillo e fissato l’udienza per il prossimo 21 ottobre.
Un gesto, quello del 50enne, che aveva sconvolto non solo la vittima ma anche i residenti della palazzina tanto che sul posto erano intervenuti i carabinieri. Dopo il sequestro di due pistole scacciacani trovate in casa dell’uomo, le indagini dei militari erano proseguite per una settimana con l’acquisizione di filmati e testimonianze prima di far scattare a carico dell’uomo la custodia cautelare in carcere. Misura poi alleggerita con i domiciliari. L’uomo, a sua discolpa, aveva respinto le accuse, giustificando i suoi atteggiamenti con il fatto che la donna non gli faceva vedere i figli e che lo scorso 26 aprile aveva ricevuto la telefonata della figlia di sei anni che l’aveva turbato.
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