Come la Luna

L’immagine di un chicco di caffè in un’ecografia non lasciò spazio ad alcun dubbio: si trattava di una femminuccia, che precipitò fra le nostre braccia il 14 maggio di quindici anni fa.
Fu accolta da tutti con immensa gioia e tanto rosa. Rosa erano i giochini, rosa le copertine, rosa le scarpine e i fiocchetti che adoravo metterle fra i capelli.
Lisa, come Lisa Simpson: la bambina gialla dei cartoni animati responsabile, matura, comprensiva, saggia e anticonformista, col carattere forte e la voce petulante.

Lisa, con la “s” dolce che nessuno pronuncia mai, perché certi particolari della lingua italiana esistono soltanto dentro i libri di grammatica.
Lisa la desideravo da tanti anni. Non Lisa in quanto tale, ma una figlia femmina a cui dare questo nome.
Non Elisa, non Elisabetta, né Annalisa. Semplicemente Lisa.
In quelle quattro lettere c’è tutto quello che serve. Tutto quello che speravo lei fosse.
Presto fu evidente che il rosa del corredino non sarebbe durato a lungo. Lisa, infatti, non è gialla come il disegno animato che condizionò la scelta del suo nome, ma neanche rosa come di solito sono le bambine.
In lei non esistono cuori, moine o “T.v.b.” facili. Non fa smancerie, non è vezzosa e non è in grado di far qualcosa solo per accontentare gli altri.
Lisa è testarda, bisbetica, oppositiva e lunatica.
È esilarante vederla opporsi agli abbracci del fratello, sfuggire ai baci delle amiche o ghignare durante le scene dei film, che fanno commuovere il resto del pubblico in sala.
È taciturna, raramente le va di parlare, tranne che per chiedere a che ora e cosa si mangia, ma il suo silenzio non è apatico: è pieno di musica, letture, sogni e pensieri, ecco perché ne ha così tanto bisogno.
A volte penso si sia creata un personaggio e che, una volta chiusa la porta della sua stanza, lontana da sguardi indiscreti, si lasci andare a risatine, urletti e smancerie, perché non è possibile essere così alla sua età.
È talmente diversa da me, che rido anche solo per riempire il vuoto di un’attesa o per coprire il borbottio dello stomaco, che spero mi contagi, mi insegni e mi convinca ad essere un po’ come lei.
Le invidio il carattere forte, la determinazione, la sicurezza e la calma apparente.
Ho provato a detestare il suo umore cupo, i suoi bronci e il suo mutismo, ma non ci sono riuscita e non solo perché è mia figlia. Lisa mi dà sicurezza: lei è quello che vedo. I suoi sorrisi, gli scherzi e i momenti di confidenza, sono rari, ma puri.
Le ho spiegato che non è semplice capire il confine fra brutto carattere e maleducazione, le ho illustrato come sia facile sentirsi responsabili dei suoi musi lunghi o bersagli dei suoi sguardi cupi.
Le ho chiesto, per conto dell’umanità intera, di essere un po’ più dolce e accattivante, per alleggerire l’atmosfera ed essere trattata con più benevolenza dagli altri, ma non ho ottenuto niente:
-Io sono così, non mi interessa di compiacere la gente.
Improvvisamente ho capito che, in realtà, avrei voluto vederla ridere a squarciagola, solo per appagare il mio umorismo demenziale e per avere la prova concreta della sua serenità.
Il bisbetismo di mia figlia, in fondo, è tanto simile al mio, ma depurato dalla paura di ferire gli altri, di non essere accettata e di non piacere abbastanza.
Non posso certo esimermi dal farle notare come sia faticoso resistere alla tentazione di defenestrarla, ogni volta che esagera con la sua asperità, ma ho imparato a vedere quello che si nasconde dietro il muro che ha eretto.
Quel muro prima o poi crollerà, anche solo per tutte le volte che ci sbattiamo la testa contro noi che la amiamo.
In diverse circostanze mi ha dato prova dell’universo stellato che ha dentro, non importa che non sia ancora pronta per condividerlo con il mondo. Io so che c’è: l’ho visto.

Lisa non è né gialla né rosa.
Lei è bianca come la Luna che governa il suo carattere.
Esattamente come la Luna, è solitaria e silenziosa. Esattamente come la Luna, ha un lato che non vuole mostrare al mondo. Esattamente come la Luna, Lisa appare e brilla nei momenti di buio, quando sa che non si può fare a meno di lei e, in quelle occasioni, oscura pure le stelle.

Buon compleanno Lisa mia.

gRaffa
Raffaella Di Girolamo

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