Compagnie teatrali chiedono lo stato di crisi per il settore

Un appello del Coordinamento delle Compagnie Abruzzesi di teatro indipendente extra-Fus è stato diramato nei giorni scorsi. I lavoratori del teatro (attori, registi, musicisti, performer, animatori, ecc) non hanno avuto in questi mesi alcun tipo di protezione sociale. In questa situazione di grande emergenza sociale e di instabilità per tutti i settori produttivi, l’ambito teatrale indipendente è particolarmente colpito dalla crisi. Le strutture e le associazioni del settore avevano in precedenza chiesto all’assessorato regionale per i beni e le attività culturali e di spettacolo di attivarsi per dar vita, con i professionisti del settore, a un incontro per studiare le possibili soluzioni ai nascenti problemi e dichiarare subito lo “stato di crisi per l’intero settore teatrale”.

Ma al precedente appello, l’Assessore regionale Mauro Febbo, non ha dato nessun tipo di risposta, lasciando che il grido d’allarme delle strutture e delle Associazioni del settore cadesse nel vuoto. Ora, a seguito anche dell’aggravarsi della situazione e alle soglie della festa dei lavoratori, le compagnie e le Associazioni aderenti al Coordinamento delle Compagnie di teatro indipendente extra-Fus, tornano a chiedere con rinnovata forza e insistenza, l’apertura di un tavolo di dialogo con le istituzioni in grado di determinare una serie di risposte alla difficile situazione. Le compagnie teatrali indipendenti, imprese culturali, che hanno caratterizzato con forza la realtà culturale della Regione, progettando e organizzando spettacoli, tournée, rassegne, festival e reperendo risorse finanziarie e umane in autonomia, chiedono urgenti misure economiche di sostegno al settore in particolare nei comparti della prosa, del teatro ragazzi e giovani e di tutta la quantità di iniziative, laboratori, pedagogie che garantiscono con la loro attività una parte cospicua e nevralgica della vita culturale collettiva della Regione.

Purtroppo l’emergenza sanitaria si è abbattuta su una situazione già difficile per il settore già pesantemente provato dalla precedente crisi economica. Le perdite e lo slittamento delle attività di oggi porteranno al ridimensionamento del lavoro di ogni compagnia, aggravando pesantemente una già precaria condizione di lavoro e di sussistenza e influendo sull’esistenza stessa delle compagnie teatrali.

“Chiediamo – scrivono le compagnie teatrali – che l’ente Regione dichiari lo “stato di crisi per l’intero settore teatrale” e attivi subito un tavolo di confronto con le compagnie teatrali per far fronte all’emergenza e per avviare un lavoro di coordinamento che favorisca la ripresa delle attività. Chiediamo che con lo “stato di crisi per l’intero settore teatrale” si attivi un adeguato, concreto, intervento economico, immediato e straordinario, al fine di sostenere quanti, compagnie o singoli artisti che operano nel settore spettacolo dal vivo, non essendo sostenuti da altri finanziamenti come il Fondo Unico dello Spettacolo, vivono uno stato di difficoltà e crisi eccezionale. Confidiamo in un immediato e positivo riscontro al nostro appello”.

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