Condizioni di lavoro inaccettabili: infermieri abruzzesi in sciopero

Anche gli infermieri, alla fine, si fermano. Dopo quasi 700 giorni di lavoro a ciclo continuo arriva lo sciopero indetto per domani, 28 ottobre, dal NurSind (sindacato delle professioni infermieristiche) a livello nazionale al quale prenderanno parte anche i lavoratori peligni. Uno stop dettato dal fatto che l’intera categoria ritiene che valorizzare il la propria professione sia nell’interesse dei cittadini e che migliorarne le condizioni di lavori di riflesso migliorerebbe l’assistenza di tutti.

Le motivazioni dello sciopero sono delle più svariate. Dall’assenza di segnali da parte del Governo Draghi che non ha ancora emesso fondi a sostegno del personale infermieristico, agli stipendi tra i più bassi d’Europa. In mezzo anche le condizioni di lavoro estenuanti. Spostamenti continui e improvvisi di reparto, ferie bloccate e monte ore di lavoro assurdo – si legge nella nota del NurSind – sarebbero alla base della protesta di domani.

“Il peso della responsabilità che poggia sulle nostre spalle – prosegue la nota – è sempre più gravoso, Andiamo al lavoro sapendo di stare fianco a fianco tutti i giorni con la morte. Ci sobbarchiamo a nostre spese l’assicurazione, la formazione e l’iscrizione all’ordine professionale. Non siamo eroi, siamo professionisti e rispondiamo direttamente per ciò che facciamo o non facciamo, ma nulla ci è riconosciuto rispetto a chi non ha le nostre stesse responsabilità e le nostre stesse angosce. Gli applausi e le pacche sulle spalle non ci aiutano ad arrivare a fine mese. La nostra professione è così svalutata che sono pochi a volerla intraprendere e sono molti invece quelli che si sono stancati e l’abbandonano. Gli infermieri sono una risorsa rara. E non solo in Italia. Talmente ambiti che anche quelli formati dalle nostre università migrano all’estero, attratti da condizioni di lavoro migliori e stipendi più alti”.

“Non vogliamo creare disagio ai cittadini più di quello che già stanno vivendo – conclude il comunicato di NurSind L’Aquila – Vogliamo però che tutti sappiano che gli infermieri sono una risorsa fondamentale per tutti i sistemi sanitari del mondo, ma evidentemente non per il nostro Governo e le nostre Regioni. Chi di noi può si ferma e sciopera, gli altri garantiranno i servizi essenziali, come sempre abbiamo fatto. Confidiamo nel fatto che tutti coloro che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro lavoro durante la prima ondata pandemica possano condividere le ragioni della nostra protesta. E’ proprio a loro che chiediamo un gesto di solidarietà, fermamente convinti che la società civile sia sempre molto più avanti di chi ci rappresenta nelle istituzioni e ben consapevoli del fatto che migliorare le nostre condizioni di lavoro significhi migliorare l’assistenza di tutti”.

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