Conversazione sullo spopolamento del Centro Abruzzo, oggi a Raiano

Una “Conversazione sullo spopolamento del Centro Abruzzo”. E’ quella che si terrà oggi, alle ore 17, 30, presso la sala consiliare del municipio di Raiano, organizzata dal Centro Studi Ricerche Benni-Di Biase.

Una vera e propria tavola rotonda dove interverranno i professori Michela Venditti Santilli e Alessandro Sarra dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara.

L’appuntamento muove i passi, ovviamente, dall’emergenza spopolamento dell’entroterra abruzzese cercando di andare a scovare soluzioni che possano in qualche modo invertire la rotta.

“Le emergenze del nostro territorio sono a cascata – fanno sapere gli organizzatori -. Sono economiche, prevedono l’impoverimento dei gruppi dirigenziali perché i giovani scelgono di non restare, prevede la perdita di valore e svalutazione del territorio e del suo patrimonio nonché la perdita della manutenzione dell’ambiente anche se in parte le piccole associazioni attive contribuiscono ancora ad un suo mantenimento”.

La lettura, dunque, sarà ampia e viaggerà attraverso diverse sfumature del problema con un focus su quello economico grazie agli interventi dei professori della D’Annunzio. A chiudere l’appuntamento Bruno Di Bartolo con diverse proposte da analizzare e calare eventualmente sul territorio.

18 Commenti su "Conversazione sullo spopolamento del Centro Abruzzo, oggi a Raiano"

  1. Sì ma il problema non è lo spopolamento in sé , altrimenti Raiano in periodo di globalizzazione sarebbe un luogo autonomo,spopolato ma autonomo, il problema è la SPECIAZIONE, nel senso che il mondo è globale e vive connesso in un’unica società ,nelle aree metropolitane più ricche vivono le persone più forti esteticamente adeguate capaci e in grado di una elevata competizione sociale, mentre le persone deboli di mente,gli sconfitti, i bruttarelli, i vecchietti che non reggono più il confronto debbono vivere in queste zone marginali, difatti girando in Valle Peligna si incontrano persone di questo secondo tipo, se vai a Parigi o Londra puoi incontrare Monica Bellucci , Eva Riccobono od a loro similari. Pertanto il perdurare di questa condizione porterà alla creazione di sottospecie come l’orso marsicano con una popolazione umana primaria che vive in aree ricche e rinomate, ed una popolazione secondaria con caratteri inferiori costretta a tornare a vivere in queste aree marginali. Il problema è questo non lo spopolamento in quanto tale ,cioè ,in questi tempi,è contemporaneamente una patente di persona inadeguata e problematica il certificato comunale che attesta la residenza in Valle Peligna.

    • Curiose e risibili teorie.
      Ed io che credevo che chi si sposta nelle metropoli lo fa “anche” per fame di lavoro.
      Dovrebbe tenere un simposio, ma in metropoli e chissà non vi scappi una candidatura Nobel o un ricovero….
      🤭

  2. Non proprio giusto
    Scettico.Perche’ oggi non è più importante dove stai ma come stai connesso.
    Se sei connesso bene sei nel mondo.

    • Certo Frank, la connessione è globale e genera l’uguaglianza tecnologica , però la problematica riguarda la collocazione di questa umanità rimanente, che vive in queste zone marginali. Chiaramente questi paesini erano colonie agricole ai tempi che non esisteva la meccanizzazione e migliaia di abitanti avevano il loro lavoro nella agricoltura che poi hanno perso con l’introduzione appunto dei trattori mietitrebbie etc. Con le nuove filosofie ambientalistiche però ,dovrebbero essere vietate anche le produzioni tipiche italiane di vino ed olio di oliva, poiché si ottengono con gran lunga minore impegno manuale e minori emissioni di anidride carbonica, olii di mais ,soia ,girasole ,etc, e prodotti alcolici dai cereali birra whisky etc. Percio’un residuo di logica per i produttori di vino ed olio , di vivere in Valle Peligna nei prossimi decenni verrà meno. Perciò si allargherà ancora di più il divario della differenza e della emarginazione tra chi vive nei grandi centri e chi vive in questi paesini rurali

  3. È il risultato del fallimento della politica nella Valle Peligna.
    Politici e affini hanno pensato solo ai loro interessi. È finita e andrà sempre peggio.
    Nessuna azienda investirà più in questa vallata.
    Ai giovani non resta che una sola scelta: andarsene via .

    • Publio lei non ha capito, come tutti in Valle Peligna, che la Spadorcia non è andata da nessuna parte perché la Rai appartiene per proprietà anche a Prezza. La Rai non è di Roma e’ anche di Prezza. Quindi se questa donna ha mostrato caratteristiche giuste per riuscire professionalmente nel giornalismo televisivo non poteva rimanere a Prezza, perché la Rai è una proprietà di Prezza che ha sede in Roma. Allo stesso modo se a Prezza ci nasce una ragazza con grande capacità intellettuali che riesce nella Università , come medico per esempio,sicuramente viene presa dai migliori istituti scientifici nelle grandi città , allo stesso modo se nasce una ragazza con le misure giuste , da esposizione, certamente non resta a Prezza perché viene presa dalle agenzie di moda Roberto Cavalli etc. per sfilare a Milano Parigi etc. Guadagnando così molti più soldi che non rimanendo a Prezza dove soltanto poteva lavorare la vigna le olive ed i carciofi. Voi invece state perorando una certa pretesa secondo la quale siccome la Spadorcia è di Prezza ,Rai 2 dovrebbe trasferire la sede a Prezza almeno la Spadorcia trasmette il telegiornale da casa sua, poi bella comoda scende sotto in cantina e si beve un bicchiere di Montepulciano suo di Prezza, poi va al pollaio e si prende un ovetto fresco delle galline sue,
      ed a pranzo ci si fa le sagnette col sugo dei pomodori che ha fatto lei, ed in ultimo si mangia una salsiccia sicura del porco suo e con il pane casareccio che si è ammassato e sì e’ andata a cuocere al forno con la tavola sopra la testa.Le cose , nel mondo esterno, non stanno così.

  4. Esatto, “Le cose , nel mondo esterno, non stanno così”….ma sono così solo nel mondo che si è creato lei, ossessionato dalla vecchiaia, dal guadagno e dalla bellezza e non escludo dalla vita stessa.

  5. Tempo lei rivolge dei pungenti appunti personali che non credo sarebbero graditi da chiunque. Io non ritengo di avere tutte queste ossessioni che dice lei seppur sono le più comuni nel mondo, quali la ricerca della bellezza guadagno forma fisica etc. Io sto solo osservando che il problema dello spopolamento rurale è mondiale, e non riguarda soltanto la Valle Peligna. Perciò dove vi sono grandi università grandi teatri grandi scuole grandi istituti scientifici studi televisivi studi cinematografici grandi ospedali etc. etc. vi è quel sovraffollamento di persone che prima era in questi paesi agricoli nei tempi che si mieteva e zappava a mano o si andava ad attingere l’acqua con la conca. Ora grazie agli acquedotti ed alla meccanizzazione agricola i giovani frequentano le università quindi poi si dirigono verso quei posti per loro più interessanti ed adeguati al raggiunto livello culturale. Nelle zone rurali ci resta per logica chi deve lavorare la terra, Quindi quelle poche persone che utilizzano i nuovi moderni mezzi , se un solo trattore svolge ora il lavoro di 2000 contadini di quei tempi che questi paesi erano sovraffollati. Spero che abbia capito questa volta.

    • Il mio commento può essere non gradito ma è rispondente ai precedenti suoi commenti.
      Suoi precedenti commenti che risultano in contraddizione al suo ultimo, che qui le ricordo per sua verifica di coerenza:
      1° commento – Frank | 7 Dicembre 2 019 at 2:42 pm:
      “Non proprio giusto Scettico. Perchè oggi non è più importante dove stai ma come stai connesso. Se sei connesso bene sei nel mondo”.
      Come noterà, qui da importanza alla connessione che non il dove stare.
      E’ la sua prima affermazione delle sue successive incongruenze.
      2° commento – Frank | 8 Dicembre 2019 at 10:32 am:
      Tralascio il commento su “Mamma RAI” per incoerenza e carenza esplicativa.
      Lo lascio a lei se vuole esplicitarlo nuovamente e stavolta chiaramente.
      3° commento – Frank | 8 Dicembre 2019 at 12:35 pm:
      Siamo giunti alla confutazione di tutti i suoi precedenti commenti.
      Al colpo incassato, tenta di aggiustare il tiro affiancando alla problematica rurale della Valle Peligna (e badi bene, non più della rilevanza ed importanza della connessione internet del 1° commento), lo spopolamento rurale mondiale, da lei mai precedentemente citato (o non lo leggo io e mi corregga se lo è).
      Poi vi sono altre mie “fantasie interpretative” che noto, quali diverse commisture/attinenze con altri commenti, che non nego in un qualche modo mi insospettiscono, quasi un discorrere fra se stesso, ma sono mie pure illazioni che cito per mia perplessità…. però!!!
      Concludendo e per rincuorarla e pacificarla interiormente da tutti i danni che questo mondo rurale “locale e globale” ha purtroppo creato all’umanità, mondo da cui “fooorse” anche lei proviene, che dirle se non:” Scì ccisa la zappa e chi te l’ha miss in man” e credo non le occorra il traduttore.
      “Bonasera!!!”

  6. bene,ragione da vendere,si guarda dall’altra parte,si fa finta di niente,ovvie le ragioni,una bella tavola rotonda, di contronto,una conversazione,ecc tante belle chiacchiere di amici,meglio dei soliti noti “prenditori privati” inclusi gli” ospiti professionisti “tutto pagato con “finanziamento pubblico”naturalmente…rimane il problema dei politicialtroni,
    illusionisti prezzolati,non tutti…esempio: il bruno che da 30 anni racconta favolose storie
    di progetti,piani,proposte vincenti,tutte chiacchiere, iniziando dalla zona artigianale,
    la raiano vini,per arrivare alle terme,tante “idee”, tutte in assenza di visione,tutte fallimentari, piu’ magiche illusioni per popolino credulone,tanti gli incarichi ricevuti e soprattutto “conferiti” ,tanti gli amici di merenda,tutti degli incapaci,con zero risultati comunque pagati dai Contribuenti,e, i compari pennivendoli a fare propaganda….
    proposte di che? innanzitutto,il contributo pubblico…o no?

  7. Temp, come osservo lei ha una facoltà di comprendonio ,certamente lineare. È strano che non capisca che Mamma Rai da Lei detta, così come alitalia Anas FS Poste Ministeri etc. se istituti di proprietà pubblica italiana,e ricadendo Prezza in Italia, è Prezza nella sua parte percentuale ugualmente proprietaria di queste entità, e non soltanto del suo chiuso territorio comunale. Quindi non è effettivamente uno spopolamento , nel senso di sradicamento dal proprio paese, ma soltanto una nuova impostazione delle modalità di lavoro modificate proprio dallo evolvere dei tempi se necessariamente ,gli italiani prezzani ,vanno ora (e debbono andare) a lavorare con identici diritti in RAI a Roma o FS a Milano ad 800 km ,come prima andavano nelle vigne od oliveti di Prezza a 2km. Oggi poi non è più molta la differenza tra Roma e Prezza perché gran parte delle esigenze di vita si esplicano tramite internet, quindi un paesino spopolato, se ha buona connessione offre possibilità non distanti da una città. Perciò è tutto più fluido è tutto più in comune, e non esiste più Prezza o Raiano ognuna chiusa ed arroccata in se stessa che si lavora le proprie terre e non esce dal territorio comunale.
    Quindi con la libera circolazione delle persone non si assiste tanto al detto spopolamento oggetto del convegno ma piuttosto ad una autoselezione delle persone secondo la loro posizione, come ha rimarcato Scettico, in una sorta di fenomeno, non istituzionale o statale che si voglia dire, ma umano se non naturale. Cioè ,e le faccio l’esempio dei Carabinieri proprio come istituzione più tipica italiana e diffusa nel territorio, sono tutti uguali per come vestono la dotazione che hanno e per lo stipendio che prendono, Però se osservi i Carabinieri della divisione Pastrengo che fanno vigilanza a piedi a Piazza Duomo a Milano, sembrano 2 giovani ,di bella presenza, ben fatti come 2 attori quasi che i drappelli per fare servizio c’è li sceglie Maria De Filippi o Iva Zanicchi, ed a Milano ci sono le modelle.Lo stesso a Firenze od a Venezia dove è pieno di belle turiste in continuazione, i carabinieri sono in gran parte baldi giovani sui 20/30 anni. Invece in queste stazioni di questi sperduti paesini dell’entroterra , in generale sono un po’ anzianotti di aspetto agricolo come la popolazione, tipo famiglia, qualche chiletto etc.etc. Spero che ha capito. Ma siccome ho dubbi che lei abbia effettivamente capito,le aggiungo che internet è la divisa da carabiniere sono uguali per tutti però poi ognuno prende la direzione sua secondo le facoltà di libera selezione.

    • La sua teoria lavorativa-residenziale, la dice lunga sulla sua capacità discernitiva.
      Sbalordisce come sia riuscito a stravolgere, confondere, mischiare e negare i dati demografici di un territorio e di un’intera nazione, relazionando lo spopolamento di un’area con una “trasferta lavorativa semplicemente più distante del passato”… un ciccinin!!!
      Comunque, anche “eventualmente e temporaneamente” validando il suo pensiero, ne deduco che vivendo in un mondo globalizzato, ogni mondo è paese, e tanto mi è vivere in una metropoli tanto nel paesello e fra i due io scelgo ben felice il paesello, come lei altrettanto liberamente avrà già fatto la sua “maturata” scelta.

      • Caro Temp, ieri con due ridicole corrispondenti gaffes ,la Annunziata (che non è la Spadorcia) dimostrando il suo scarso profilo culturale ha tentato di mettere in difficoltà Salvini con la canzone “bella ciao” intesa come inno dei partigiani che adesso viene cantata in tutto il mondo. Essendo Salvini , oltre Netflix,persona culturalmente sguarnita (purtroppo in alta Italia non studia nessuno oltre la terza media ma vanno tutti nelle fabbriche) non ha saputo rispondere che Bella Ciao , per provenienza culturale, avrebbe potuto essere anche l’inno della Padania di Bossi al posto di Va’ Pensiero , in quanto è una vecchia canzone popolare della valpadana che cantavano i contadini e le mondine da secoli , poi il motivo è stato soltanto ripreso e modificato durante la lotta partigiana proprio perché è una canzone con un bel ritmo semplice ed orecchiabile. Allo stesso modo”Amara Terra Mia” che Domenico Modugno ha fatto divenire l’inno degli emigranti non è altro che la riedizione di una canzone popolare abruzzese cantata anch’essa da secoli dai contadini intitolata “casca l’uliva”. Perciò ambedue le opere appartengono prima di tutto alla complessità della letteratura italiana. Ora siccome la popolazione ha nei ricordi la emigrazione di”Amara Terra Mia” ci si cerca con questi convegni di associarsi anche questo nuovo fenomeno di spopolamento ma che è assolutamente un’altra cosa poiché significa anche avanzamento culturale e progresso sociale della popolazione poiché generalmente non si lascia Raiano per andare a zappare Le vigne a Viterbo o a pascolare a Foggia invece che farlo a Raiano, ma si lascia Raiano per andare a svolgere una mansione di qualifica professionale superiore in altri luoghi dove è possibile, e molte volte di gran lunga, come giornalista medico tecnico specializzato, dirigente aziendale etc. Invece che zappatore di carciofi, e non si fa più con la drammatica valigia di cartone.Spero che comprenda sapendo leggere tra le righe. Buona Giornata

        • Il suo orologio è fermo a più di 50 anni indietro, quando l’industrializzato Nord, richiamava “orde di terroni” e nella sua teoria l’avrà sicuramente validata come una delle più riuscite campagne di affrancamento dalla terra, bassa e sporca.
          Emigrazione che però è diventata ovviamente stanziale, e qui già vacilla la sua teoria della “nuova impostazione delle modalità di lavoro modificate proprio dallo evolvere dei tempi” che come ha visto, non è affatto una novità.
          Ma non è qui il nocciolo della questione, ma è il deridere una popolazione che con il sudato lavoro della campagna ha favorito ad “affrancare” i propri figli dallo stesso “triste destino”.
          Solo che ora lo stesso “spostamento di massa” per tutt’altri lavori, mi scusi, professionalità, lei lo giustifica come “avanzamento culturale e di progresso sociale” lei lo ritiene anche “benefico”, succeda quel che succeda… come sta succedendo.
          Certo della sua attenzione, le porgo campestri saluti.

          • Caro Temp, non è di massa lo spopolamento questo è il punto. La Brexit porterà il Regno Unito ad un sistema di immigrazione identico a quello degli USA, cioè le frontiere sono chiuse però rilascia permessi di soggiorno per meriti personali come fa adesso Trump. Cioè se sei specializzato con una qualifica che serve ,cuoco chef, tecnico di laboratorio, ricercatore, medico infermiere ed altre cento specializzazioni,TI FA ENTRARE, se non sai fare nulla o soltanto raccogliere i pomodori ti respinge. Perciò si arriverà ad una sorta di selezione di tipo razzista,DIRETTO DA NEW YORK ,DA LONDRA,E NON DA RAIANO , dove i più bravi i più belli i più ricchi i migliori in generale vivranno a New York, le persone meno capaci più sfortunate e secondarie vivranno a Raiano perché sono state scartate da quelle grandi città. Quindi ritornando a Scettico il problema è che la qualità della popolazione perché quando il mondo era statico fermo , comunale, se Eva Riccobono nasceva a Raiano la trovavi in giro per Raiano, (poi passa oggi passa domani e passa dopodomani, girando girando) Oggi invece non appena 18 anni se la prende Roberto Cavalli ed a Raiano ci lascia quelle più bruttine, dicendoti che tanto vanno bene lo stesso.

  8. Temp,stai andando fuori tema. Noi stavamo parlando di professionalità lavorative. Questo rapporto migrantes dell’istat certifica solo quello che si sapeva cioè che gli italiani maschi preferiscono le bionde difatti è maggiore il divario tra maschi e femmine in Polonia Danimarca Norvegia Bulgaria eccetera anzi è maggiore il numero dei maschi dove è minore il reddito pro capite di quelle nazioni, mentre in Egitto sono maggioritarie le femmine italiane od anche in Senegal. Ma questi sono trasferimenti di amore di conquista di matrimonio, non di lavoro professionale di affermazione e di carriera.

    • Ma cosa mi dici maiii?
      Ma no, ha aperto il sito corretto?
      Ha letto dal sito di dating per cuori solitari che aveva già aperto?
      Ritenti per favore!!!

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