
Sigilli e lucchetti sulle porte di due abitazioni nel Comune di Rivisondoli e il blocco del contro corrente, con 250.000 euro al suo interno. Arriva la stangata per una sessantacinquenne, originaria del chietino, accusata di circonvenzione d’incapace, nei confronti di un’amica incontrata in una casa di riposo. A dare il via al sequestro, avvenuto questa mattina, sono stati i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, comandata dal capitano Giuseppe Testa, che hanno dato seguito all’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, ha accolto la richiesta inoltrata dal sostituto procuratore, Edoardo Mariotti.
La sessantacinquenne paga quanto avvenuto nel marzo 2025, data del decesso di un’ottantacinquenne residente in Valle Peligna, ma ricoverata da anni in una RSA. Nella struttura per anziani la donna ricoverata aveva conosciuto la sessantacinquenne, che l’avrebbe visitata periodicamente, regalandole doni e attenzioni.
Regali che avrebbero avuto il secondo fine di convincerla a redigere un testamento olografo, in suo favore. Per quelle attenzioni la donna aveva guadagnato la fiducia dell’anziana e, soprattutto, l’intero patrimonio. La scoperta è stata fatta al momento del decesso, quando una parente della donna ha fatto visita all’abitazione nel Comune di Rivisondoli. Peccato che la chiave nella serratura girava a vuoto, poiché quest’ultima era stata cambiata dalla nuova proprietaria dell’abitazione.
Poi la denuncia alla Procura, con l’ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace, poiché l’anziana nel 2015 aveva affidato la gestione dei suoi beni ad un amministratore di sostegno, nominato dal Tribunale. Il tutto dovuto alla parziale incapacità di intendere e volere della donna, certificata dai medici.
La sessantacinquenne era così riuscita ad entrare in possesso sia del patrimonio immobiliare dell’anziana, sia dei suoi risparmi di una vita. Le indagini dei carabinieri proseguono e presto si potrebbero avere altri strascichi giudiziari.
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