Cooperativa elettrica Peligna, 120 anni di storia raccontati da Alfonso Fabrizi

Un libro che celebra non solo un’impresa ma il valore profondo di una comunità capace di rinnovarsi senza dimenticare le proprie radici. Si intitola Cooperativa Elettrica Peligna – una bella storia italiana tra passato e futuro l’opera di Alfonso Fabrizi dedicata all’impresa pioneristica compiuta da un gruppo di pratolani che nel 1905 decise di portare la corrente elettrica in paese. Sull’esempio di altri comuni che alllora cominciavano a sostituire la vecchia illuminazione a gasolio con quella elettrica ma solo negli spazi pubblici, a Pratola qualcuno pensò di puntare su una fonte di energia rinnovabile per illuminare anche le case private. Costruendo una centrale idroelettrica laddove si trovava l’antico mulino comunale, sul fiume Velletta.

Un’impresa coraggiosa ed evoluta, portata avanti da privati che non esitarono a sborsare soldi dalle proprie tasche per “illuminare” la comunità, raccontata nell’opera dove l’autore rilancia con forza un messaggio sempre più attuale. Quello che dal 1988 lo stesso Fabrizi diffonde in Valle Peligna con la sua Comunità Energetica Rinnovabile, realtà che della cooperativa elettrica del 1905 eredita identità e obiettivi, primo fra tutti produrre energia a basso costo e inquinare di meno, pagando meno in bolletta. Tutto questo attraverso uno strumento partecipativo e democratico come la cooperativa che rende direttamente protagonisti i cittadini-soci. Persone che scelgono di produrre, consumare e condividere l’energia nel rispetto dei principi dell’autoconsumo energetico e dell’autosufficienza, sempre nel rispetto dell’ambiente.

Gli stessi principi che centoventi anni fa animarono i pionieri della prima cooperativa elettrica peligna la cui storia era nascosta nei documenti ufficiali. “Mi sono ritrovato con un vasto materiale in archivio e ho pensato di trasformarlo un’opera coerente e realistica che raccontasse una storia che merita di essere conosciuta”. E che non si è mai interrotta, nonostante la guerra con le bombe lanciate sulla stazione di Sulmona nell’agosto 1943 che distrussero la centrale poi ricostruita dai pratolani e nonostante la crisi degli anni sessanta, quando il benessere raggiunse tutte le case e la cooperativa non riusciva più a garantire la fornitura richiesta.

“Quando nei primi anni ’90 sono arrivato alla Cooperativa elettrica Peligna ho trovato una situazione non proprio rosea – ricorda Fabrizi – ma non mi sono arreso per dare forma e vita al sogno di indipendenza energetica”. Prima con la fornitura del servizio al cimitero di Pratola e poi cercando qualcuno disponibile a sostenere il progetto di ristrutturare la vecchia centrale. Fino al 2008, quando Fabrizi riesce a convincere un gruppo veneto ad investire riportando in vita il vecchio mulino della centrale del Velletta che così, non ha mai smesso di girare, tenendo in vita una cooperativa e un progetto oggi rinato grazie a una nuova energia, quella solare.

“Centoventi anni di storia italiana, visti attraverso gli occhi di una cooperativa unica nel suo genere, una storia collettiva che illumina il passato e, allo stesso tempo, indica la strada per un futuro più sostenibile, giusto e partecipato”.

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