Coronavirus, cambia anche la differenziata. Fazzoletti nel secco residuo

Stop alla raccolta differenziata per chi è positivo al Coronavirus o per chi è in quarantena obbligatoria. Le disposizioni sono contenute in un decalogo divulgato dall’Istituto Superiore di Sanità in questa fase di emergenza. In pratica, le persone positive o in quarantena obbligatoria non dovranno più separare i loro rifiuti, ma conferirli tutti insieme nel mastello (se ce l’hanno) dell’indifferenziato, utilizzando due o tre sacchetti resistenti uno dentro l’altro, da chiudere con lacci o nastro adesivo, avendo cura di utilizzare i guanti.

Un piccolo cambiamento riguarda anche tutti gli altri (non solo i positivi o in isolamento), che dovranno – in questa fase e fino a nuove disposizioni – gettare i fazzoletti di carta utilizzati per soffiarsi il naso nell’indifferenziato e non più nell’organico. Di fatto la ratio che sottostà al decalogo emanato dall’Istituto Superiore di Sanità sulla raccolta differenziata è quella di evitare nuovi contagi e il propagarsi del Coronavirus, oltre che tutelare i nostri operatori impegnati quotidianamente nel servizio.

“Chiediamo, dunque, alle persone un atto di responsabilità nell’autodeterminarsi in questo senso per consentirci di svolgere il servizio in sicurezza ancor di più in questa fase di emergenza – interviene l’amministratore unico di Cogesa, Vincenzo Margiotta – con il massimo impegno da parte di tutti e il massimo rigore sulle misure di sicurezza che il momento impone, torneremo alla normalità e andrà tutto bene”.

5 Commenti su "Coronavirus, cambia anche la differenziata. Fazzoletti nel secco residuo"

  1. i monnezzai salveranno il mondo!

  2. Va bene, però bisognerebbe aumentare i giorni del ritiro del secco residuo

  3. I monnezzai sono coloro che vivono di monnezza e maleducazione … chi si adopera al benessere dei nostri ambienti si chiamano operatori ecologici

  4. Canzonissima | 17 Marzo 2020 at 12:48 | Rispondi

    Visto che gli operatori raccolgono i nostri rifiuti possiamo dire k in fondo siamo noi la vera spazzatura

  5. con la parola “monnezzai” non mi riferivo agli operatori ecologici che lavorano in impianti di trattamento rifiuti o raccolgono gli stessi, a questi va tutta la mia stima e personalmente lo trovo un lavoro utile e gratificante; per monnezzai mi riferivo a coloro i quali si arricchiscono o tentano di arricchirsi con l’intermediazione rifiuti e altre tecniche simili. questi ultimi per me saranno sempre monnezzai o intermediari di immondizia, saluti

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