Corsa staffetta, Bianchi insoddisfatta: “Proposta logora e senza ambizioni”

Non è stata ben digerita da Direzione Sulmona e dalla leader Elisabetta Bianchi la proposta di un collegamento “staffetta” per Roma avanzata a Tua e Regione Abruzzo dall’Amministrazione comunale di Sulmona nell’ultimo tavolo organizzato dalla consigliera regionale (non che consigliera di minoranza proprio a Palazzo San Francesco) Antonietta La Porta. L’idea, infatti, è quella di trasformare la tratta del trasporto su gomma verso la Capitale in una linea di Trasporto Pubblico Locale, con scalo ad Avezzano per poi partire in direzione Roma. Tutto ciò per tornare al numero di corse pre-pandemia che collegavano Sulmona e l’intera Valle Peligna con la Capitale.

L’opzione, però, è stata bollata come “vecchia e poco appetibile per il comprensorio” dall’ex consigliera comunale Elisabetta Bianchi. “L’introduzione della corsa staffetta per Avezzano – commenta la Bianchi – come soluzione tampone per colmare i disagi della tratta autobus TUA Sulmona-Roma post pandemia è soluzione a ribasso tipica di una amministrazione senza ambizioni. Nulla di nuovo sotto il sole: è una vecchia proposta che torna, logora, già avanzata nel tempo scorso da altri gestori, utile solo nell’ottica della massimizzazione del profitto e non certo alla ristrutturazione organica del servizio che, per tornare ad essere realmente appetibile per l’utenza ed effettivamente competitivo in termini di percorrenza e orari deve necessariamente partire ed arrivare a Sulmona con collegamenti diretti da e per Roma. Infatti dover uscire dall’autostrada e percorrere chilometri per raggiungere i passeggeri nel centro abitato di Avezzano crea non pochi disagi in termini di tempo di percorrenza dilatati rispetto al passato, parimenti a quelli dovuti dalle numerose fermate cortesia di prassi a Roma fuori dal terminal Tiburtina prima di raggiungere l’autostrada utili ai passeggeri marsicani”.

Fermate di cortesia che, a onor del vero, avvengono solamente all’altezza di Portonaccio, già prevista all’interno della tratta, sia in entrata e sia in uscita dal terminal romano.

“A ciò si aggiunge il disagio per l’assenza della corsa delle 19.50 da Roma e le corse del sabato e della domenica – continua la Bianchi – Noi di Direzione Sulmona confidiamo che il ragionamento sul collegamento di Sulmona (che non è il casello di Pratola Peligna) venga affrontato laicamente e senza che prevalgano logiche di campanile, nell’ottica di vivicare ed incentivare il transito su Sulmona e non di impoverirlo con soluzioni banali sicuramente disincentivanti per l’utenza -che non è solo e sempre pendolare o automunita- allontanandola sempre di più da una proposta di collegamento su gomma che può essere ancora valida per l’affermazione delle ragioni di un intero territorio.

5 Commenti su "Corsa staffetta, Bianchi insoddisfatta: “Proposta logora e senza ambizioni”"

  1. Mai niente va bene…

  2. Giuseppe Evangelista | 4 Febbraio 2022 at 17:35 | Rispondi

    Pienamente d’accordo con Elisabetta Bianchi.

  3. Mi chiamo Antonio | 4 Febbraio 2022 at 19:03 | Rispondi

    … andiamo giorno per giorno di male in peggio…

  4. Pendolare vero | 4 Febbraio 2022 at 21:26 | Rispondi

    Fino ai primi anni 2000, la società PRIVATA schiappa aveva tre corse dirette di andata e ritorno per Roma con tempi di percorrenza della tratta Sulmona Roma pari a 1 ora e 50 minuti. Per intenderci si partiva da Sulmona alle 7,00 e si arrivava a Roma entro le 9,00.
    Con il passaggio ad ARPA, a seguito di ripetute richieste dei comitati di pendolari, il servizio è stato incrementato con una ulteriore coppia di corse.
    Adesso nel 2022 si propone un servizio staffetta con passaggio ad Avezzano e tempi di percorrenza mezz’ora oltre quanto era previsto ad inizi 2000 e la amministrazione comunale di Sulmona la considera un successo!
    Ha pienamente ragione la Bianchi nel ritenere penalizzante il servizio staffetta. Si ricordasse qualche amministratore e una parlamentare che anche loro sono stati pendolari con Roma!

  5. Il gambero rosso | 5 Febbraio 2022 at 12:02 | Rispondi

    Ricordo mio padre che mi diceva che occorrevano 4 ore di viaggio con il treno per andare a dare un esame a Roma
    Io sono stato fortunato che viaggiavo con schiappa e con il buon Bruno al volante ne impiegavo 1 e quaranta.
    Ora siamo tornati agli anni 60… che fine brutta !

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