Covid, botta e risposta fra Marcozzi e Verì sul virus

I sostanziali aumenti di casi di positività al Covid, che si sono registrati negli ultimi giorni in Abruzzo, secondo la capogruppo grillina in consiglio regionale Sara Marcozzi, ricordano che il virus circola ancora nella nostra regione. “Ma se dal Ministero della Salute arrivano quotidianamente indicazioni da seguire per rallentare – scrive Marcozzi -, una volta per tutte, la sua propagazione, da Regione Abruzzo non conosciamo né un piano per aumentare il numero dei tamponi sul territorio, né una strategia su come intervenire se le cose dovessero peggiorare. Mi domando, a questo punto, se la Giunta Marsilio abbia realmente programmato gli interventi futuri per il contenimento del virus. Un piano di questo genere doveva già essere preventivamente strutturato, anche alla luce della riapertura delle scuole e di un possibile nuovo incremento dei casi. Invece per il momento dal centrodestra non abbiamo nessuna notizia al riguardo”.

A Marcozzi, risponde l’assessora alla Sanità Verì che scrive: “E’ incredibile che chi accusa il governo regionale di fare propaganda, utilizzi un tema delicato come il Covid per cercare di ottenere un po’ di visibilità, mettendo insieme argomenti a caso per creare confusione ad arte. Lo abbiamo detto e lo riconfermiamo nuovamente: l’Abruzzo è pronto per affrontare al meglio una eventuale nuova emergenza pandemica, perché da mesi abbiamo approntato i giusti e necessari strumenti per non farci trovare impreparati”.

“Il sistema – conclude Verì– è stato potenziato e conta su un numero di laboratori autorizzati dal Ministero sufficiente a far fronte alle attuali e ad eventuali più gravi esigenze che dovessero presentarsi in avanti. Sui tempi di effettuazione degli esami non si registrano attese superiori ad un paio di giorni, così come non superano le 24-48 ore i tempi di risposta. Nel report di ieri, ad esempio, tutti i tamponi erano stati prelevati tra il 25 e il 26 settembre. Accusare il governo regionale, ma soprattutto tutti gli operatori sanitari che stanno lavorando senza sosta da mesi per combattere il Covid, non è solo infondato, ma anche profondamente ingiusto nei loro confronti”.

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