Covid nei visoni, sequestrato allevamento a Castel di Sangro

Il Nas di Pescara, nell’ambito di un’operazione del Gruppo tutela salute dell’Arma di Roma, ha eseguito un sequestro cautelativo – o meglio un vincolo sanitario – in un allevamento di visoni a Castel di Sangro. I militari hanno messo i sigilli in particolare a 2400 capi dell’azienda e prelevato alcuni esemplari per verificare nell’allevamento la presenza o meno di Covid 19. Il sequestro cautelativo è scattato dopo che è stato trovato un esemplare in condizioni critiche, il sospetto è che l’animale possa essere stato infetto dal Sars-Cov2. Già dall’aprile scorso, infatti, sono stati evidenziati casi di Covid in questi animali particolarmente sensibili e per questo in Italia, come in altri Paesi d’Europa, sono scattati controlli sugli allevamenti al fine di individuare potenziali focolai di contagio.

L’operazione del Nas di Roma ha portato così ai controlli di tre allevamenti in Centro Italia: oltre a quello di Castel di Sangro (al momento l’unico posto sotto sequestro), sono state controllate anche due aziende a Forlì e Ravenna.

C’è da sottolineare che il Nas non ha trovato alcuna violazione delle norme igieniche negli allevamenti e che il vincolo sanitario disposto sull’allevamento di Castel di Sangro è dovuto solo alla verifica di una potenziale infezione da Sars-Cov2.

1 Commento su "Covid nei visoni, sequestrato allevamento a Castel di Sangro"

  1. francescovalentini1935 | 14 Novembre 2020 at 18:52 | Rispondi

    Abbiamo saputo che anche i visoni possono essere portatori di Coronavirus nonostante gli impianti rispettino le norme igieniche: proviamo ad immaginare se domani si scoprisse che anche gli amici cani potrebbero essere portatori: Sulmona sarebbe una favolosa miniera dato che le deiezioni abbondano in un paese che non conosce l’esistenza di una legge sul randagismo che impone che i proprietari raccolgano gli escrementi:siamo concittadini di Qualcuno che predicava agli animali ma proviamo a mettere i piedi su uno di questi e poi ne riparleremo. Comune,diamoci da fare!

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