
Un’Italia spaccata a metà dove dieci regioni presentano un saldo negativo e altrettante mostrano un incremento, con l’Abruzzo e il Molise entrambe dalla parte negativa. È questa la fotografia scattata dalla Cgia di Mestre che in uno studio sull’andamento del credito bancario alle imprese italiane nel 2025 evidenzia un dato positivo ma con grosse differenze in base alla loro ubicazione geografica. A riportarlo la Fisac Cgil Abruzzo Molise evidenziando per l’Abruzzo un – 0,8%, con forti differenze tra le province. Se infatti da un lato Chieti conserva un certo numero di aziende di dimensioni rilevanti con il credito aumentato dell’1,9%, dall’altro le restanti province fannnno registrare una diminuzione, dall’Aquila con -2,1% a Teramo con un -1,9% e Pescara che segna -1,8%.
“Sono le banche a non concedere credito o sono le imprese a non chiederlo?”. La risposta nei numeri che per il 2025 evidenziano un aumento della richiesta di credito, sia per le imprese medio grandi che per le imprese piccole. “Questo vuol dire che, spiegano dalla Fisac Cgil, “per le piccole imprese si riduce la percentuale di richieste che vengono accolte dalle banche”. Il Perché è spiegato dallo stesso sindacato che più volte ha lanciato lallarme sulla chiusura degli sportelli, fenomeno che vede Abruzzo e Molise fra le regioni più penalizzate in Italia.
“La mancanza di presidio sul territorio penalizza soprattutto le imprese di dimensioni minori. In generale, concedere credito ad imprese piccole presenta minore redditività a causa dell’incidenza dei costi fissi e della necessità di effettuare maggiori accantonamenti percentuali”. Effetto di una logica in cui le banche puntano a massimizzare i profitti, “ignorando la funzione di intermediazione che l’art.47 della Costituzione imporrebbe loro” con la conseguenza che “piuttosto che guadagnare poco preferiscono tagliare i legami con i territori meno produttivi e concentrarsi su quelli più ricchi”. Una situazione sulla quale sottolineano dalla Fisac Cgil Abruzzo Molise, dovrebbe intervenire la politica. Intanto Cgil Abruzzo Molise, unitamente con Cisl e Uil, si è fatta promotrice della costituzione di un Osservatorio Regionale sul Credito in Abruzzo e analoga iniziativa è stata avviata in Molise, dove l’Osservatorio deve essere ancora costituito. “È necessario invertire questa tendenza che a lungo andare finirà per danneggiare gli stessi istituti bancari – conclude la sigla sindacale – come possono pensare che i loro utili crescano all’infinito se riducono progressivamente l’area in cui svolgono la loro attività?”.
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