Cresa: “Sconfortante il quadro del turismo nell’aquilano”

Secondo il Cresa, il Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, è estremamente sconfortante il quadro che emerge sul settore turistico (alloggio, ristorazione, agenzie di viaggio, trasporti terrestri di passeggeri escluso quello ferroviario), da un’indagine su andamento, pratiche e fabbisogni delle imprese della provincia dell’Aquila. La stima fatta in agosto dalle imprese turistiche facenti parte del campione è di una perdita complessiva del fatturato rispetto alle aspettative pre-Covid pari al -53%. Il 55% delle aziende ha dichiarato di aver fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per più della metà del proprio personale dipendente e un terzo delle attività ha mostrato la volontà di ricorrere di nuovo ad essi nei sei mesi successivi all’intervista. Il 38,3% delle imprese ha richiesto da marzo ad agosto la moratoria straordinaria dei prestiti e delle linee di credito e una percentuale pari ha espresso la volontà di richiederla o di confermarla nei successivi sei mesi.

Sul fatturato sono in particolare i trasporti a denunciare la maggior perdita degli incassi rispetto alle aspettative pre-Covid con un -48,2%, dato comunque migliore di quello che si valuta a livello medio nazionale (-75%). Per quanto riguarda la ristorazione emerge che le imprese hanno registrato nella prima metà di agosto 2020 un calo del fatturato del -59,4% rispetto alle aspettative pre-Covid, dato peggiore anche se non perfettamente confrontabile con quello stimato da Coldiretti che si attesta a livello nazionale nel mese di settembre su un decremento annuo dell’ordine del -40%. Assai consistenti anche le perdite dichiarate dal settore alloggio che nella prima metà di agosto 2020 denunciano una perdita di fatturato pari al -46,3% rispetto alle aspettative pre-Covid, decremento leggermente inferiore anche se pure in questo caso non perfettamente confrontabile con quello valutato dal Centro Studi Federalberghi che per il periodo gennaio-settembre stima un -52% tendenziale a livello medio nazionale. Quanto al movimento turistico l’Istat registra nei primi nove mesi dell’anno 2020 una contrazione a livello nazionale delle presenze (numero di pernottamenti) del -50,9% (Abruzzo: – 36,9%) con una diminuzione inferiore rispetto ad essa delle aree a vocazione montana (-29,3%).

Le imprese spiega il Cresa, hanno generalmente preferito affidarsi a poche strategie per superare la crisi. Tra le azioni adottate la più diffusa è stata la difesa della posizione acquisita attraverso riduzione del numero di dipendenti e/o differimento/annullamento di piani di investimento (40% del totale imprese). Le azioni di marketing (es. modifiche dei canali di vendita, diversificazione dei mercati esteri, applicazione di sconti sui servizi venduti) sono state adottate dal 31,7% delle imprese intervistate, le azioni di riconversione (es. produzione di nuovi servizi o introduzione di nuovi processi connessi o non connessi con l’emergenza sanitaria e realizzazione di investimenti finalizzati alla riconversione o estensione dell’attività) dal 28,3%, le azioni finalizzate alla trasformazione digitale (es. consolidamento dello smart working e maggior uso di connessioni virtuali) dal 3,3%.

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