
La Valle Peligna scende in piazza, unita, per alzare la voce in difesa di sei realtà aziendali che allattano al proprio seno centinaia di lavoratori. Dalla Sodecia alla Coop, dalla 3G al Cogesa, arrivando a Marelli e Albasan: tutte vertenze aperte, a un passo dal baratro che vivono, o continueranno a vivere, di ammortizzatori sociali. Per il 31 dicembre, alle ore 10:00, Cgil, Ugl, Cisl e Uil hanno proclamato un’azione collettiva: un corteo che invaderà Sulmona annunciato dai rispettivi segretari delle Ooss Francesco Marrelli , Pietro Di Natale, Maurizio Sacchetta e Roberto Bussolotti.
“Crisi industriali, impoverimento, spopolamento: un destino nerissimo che rischia di compromettere irreversibilmente il tessuto economico e sociale di un intero territorio – scrivono nella nota congiunta -. L’abitudine al peggio e la rassegnazione ad un destino già scritto non devono e non possono appartenerci. C’è bisogno di un sussulto e di un risveglio per dare impulso ad un’azione collettiva coordinata e partecipata. Gli attori a cui ci rivolgiamo sono i decisori politici, ma tutte e tutti devono sentirsi coinvolti. E’ necessaria la mobilitazione dell’intera Società Peligna: movimenti, associazioni, studentesse e studenti, partiti, istituzioni, ed ovviamente il Sindacato”.
“E’ necessario proporre e trovare soluzioni adeguate – continuano – di carattere ordinario ed emergenziale perché la gravità di questa situazione preoccupa cittadine e cittadini e le loro famiglie e determina l’incertezza del futuro per centinaia di giovani donne e uomini che abitano questo territorio, e che vorrebbero continuare ad abitarlo. E’ necessario far prevalere la difesa degli interessi generali dell’intera Comunità Peligna. Bisogna, quindi, unire le forze per costruire una comunità d’intenti per un nuovo patto territoriale sui temi del lavoro, della sanità, dell’istruzione, delle infrastrutture e della mobilità, per arrestare l’inesorabile impoverimento sociale ed economico del territorio, che merita, invece, una maggiore attenzione. Siamo tutte e tutti coinvolti”.
La situazione è di quelle nere. Sodecia è in procinto di spostare a Chivasso il sito produttivo di Raiano, con 39 lavoratori che vedono su di loro la spada di Damocle pendere. Ieri l’interlocuzione voluta da Marianna Scoccia e Tiziana Magnacca ha portato ad una promessa, da parte della società, di non prendere decisioni definitive fino al prossimo incontro istituzionale, fissato a metà gennaio.
Unicoop Etruria, lo scorso mercoledì, ha fatto sapere di essere pronta a interloquire sui sindacati, precisando che la sede sulmonese sarà “ceduta” non chiusa. Quello peligno sarà uno dei ventiquattro punti che in tutta Italia abbasseranno la saracinesca, ma la Cooperativa rassicura sulla continuità occupazionale dei venticinque dipendenti.
Settanta sono i lavoratori a rischio licenziamento in 3G, poiché l’azienda è in procinto di smobilitare il sito ovidiano. Più complessi, invece, sono i guai di Cogesa e Marelli: la partecipata trema per la gara pubblica e il mancato affidamento in house. Una situazione che lascerà a piedi in diversi, tra operatori e amministrativi. Non è più felice il mare in cui naviga il gigante dell’automotive con sede in Valle Peligna. Per lo stabilimento sulmonese è previsto un calo della produzione per il 2026, mentre gli esuberi saliranno dagli attuali 158 a 163. Un numero elevatissimo su un totale di occupati pari a 443, tutti con un contratto di solidarietà fino a luglio.
Speriamo in un jamm mo unitario ‘per il bene della vallata tutta nessuno esclusi .
Tra 3 o 4 anni possiamo prevedere di diventare un paesello di 10 Milà abitanti…
assicurato!
Ora é il momento della mobilitazione. Basta restare a guardare da dietro una tastiera, il bene comune va coltivato altrimenti si appassisce come un fiore alla prima intemperie! Spero in una grande adesione!
Praticamente, i lavoratori scendono in piazza per non finire in mezzo ad una strada
Sulmona 20 Dicembre 2025
Poveri illusi, scendono in piazza inutilmente, Pratola Peligna a parte che per intelletto appartiene ad una Razza Superiore per agire e per pensiero economico, i pratolani spendono a Pratola I loro soldi, questa Valle Peligna e circondario, zona ricchissima di ogni Ben di Dio è destinata alla fine eterna almeno che non si mandino in esilio per 25 anni gran parte dei suoi cittadini. La rovina di Sulmona sono gli stessi sulmonesi, a me Infermiere laureato classe 1967 con 31 anni e mezzo di lavoro effettivo già prof universitario per due anni agli allievi del terzo anno di corso di laurea in scienze infermieristiche, bolognese di nascita e di origine ed abruzzese di adozione, vivo e lavoro a Sulmona una città bellissima, ma sono vissuto in tre regioni diverse, quando parlo con i sulmonesi me se ne cadono le braccia. Mentalità retrograda, sono indietro di un secolo. Non vuole crescere, non vuole valorizzare il suo immenso patrimonio culturale e storico che ha, non fa fare nulla a chi la vuole rendere migliore. Abbiamo i fondi europei Pnrr e di Coesione europei da utilizzare per ricostruire le strade con il proprio sottosuolo idrico, verde pubblico, sicurezza stradale e civile, ristrutturazione dell’immenso patrimonio storico civile e religioso, nessuno fa nulla per scrivere progetti credibili, nessuno è capace. La città negli anni 60 ha rifiutato Il Festival dei due mondi, spostato poi a Spoleto. Le fabbriche tra pochi anni chiuderanno quasi tutte perché con l’intelligenza artificiale, molta gente non servirà a nulla, quindi anche il futuro delle pensioni è in forse perché non ci saranno più le persone che versano i contributi. Le macchine elettriche non le compra quasi nessuno, un fallimento quasi totale. La povertà ed il salario minimo lo hanno fatto le sinistre con il cambio lira euro sfavorevole, ci hanno diminuito drasticamente la massa monetaria in mano, 50 euro sono 96mila lire, 1200 euro sono un milione duecento mila lire, hanno riportato indietro gli stipendi di 50 anni fa, se il cambio lira euro sfavorevole fosse stato quotato a mille lire, la massa monetaria non sarebbe diminuita ma sarebbe rimasta uguale, chi prendeva due milioni di lire mensili di pensione viveva degnamente ora si ritrova la pensione smezzata a 1000 euro, ma di che stiamo parlando? La gente non ha i soldi per comprare il superfluo, I saggi hanno tirato i remi in barca e si sono fatti i conti in tasca, i conti della serva. Prima che costruissero questi inutili stabilimenti, la Valle Peligna e circondario vivevano di ricca agricultura, l’azienda Di Prospero faceva I vini montepulciano per tutta la Marina Mercantile, abbiamo l’aglio rosso, un ottimo olio extra vergine di oliva, ottimi prodotti agricoli e nessuno fa nulla per ottenere il marchio Docg e DOP, sti poveri illusi proletari pensano che arriva babbo natale, apre la fabbrichetta locale ed assume gli operai, ahhh poveri peligni. Questa è una zona ricca di archeologia e nessuno scava, nessuno pensa a portarci le scolaresche, ad organizzare convegni nazionali ed internazionali per far conoscere le nostre zone. I comuni al posto di affratellarsi, unire le forze, volersi bene, fare progetti uniti come in Marsica per avere i fondi europei Pnrr e di Coesione europei, si odiano, sono nemici tra loro. A Teramo hanno scoperto a Piano D’Accio ben tredici tombe antichissime, si sono messi subito al lavoro per promuovere la zona. Le fabbriche chiuderanno perché si produce troppo,non si riesce a vendere ciò che si ha. Questi territorio se vuole tornare grande nel mondo deve puntare all’unità delle comunità, riscoprire ed investire in agricultura con due, tre cooperative forti, investire sulla trasformazione dei prodotti agricoli, valorizzare tutto l’immenso patrimonio culturale e storico valligiano, solo così potrà tornare a splendere. L’ospedale di Popoli, Sulmona e Castel di Sangro devono riavere tutto ciò che gli è stato ingiustamente tolto, la buona sanità fa un ottimo turismo. Abbiamo in regione due rappresentanti della Valle Peligna, governo provinciale, regionale e nazionale amico, si dessero da fare a reperire i fondi europei Pnrr e di Coesione europei per almeno 350 mln di euro, insegnassero ai dipendenti pubblici comunali a scrivere i progetti credibili e fattibili e far arrivare le risorse per lo sviluppo di un territorio da troppo tempo in regressione.
distinti saluti
Domenico Silla
distinti saluti
Domenico Silla