Cucina contaminata, sospeso il centro cottura della Ep

Si chiama Listeria Monocytogenes ed è un batterio che può provocare un’omonima infezione chiamata appunto Listeria o Listeriosi. Malattia che può provocare dalla semplice diarrea alla meningite, con effetti anche gravi e gravissimi, soprattutto nelle donne incinta (e nei feti), negli anziani e nei neonati, più in generale negli immunodepressi. La Asl e l’Istituto zooprofilattico di Teramo ne hanno trovato tracce nella cucina della Ep, la società che svolge il servizio di refezione in diverse strutture pubbliche in Valle Peligna: dall’ospedale Annunziata di Sulmona, alla clinica San Raffaele, dalla Casa di riposo Santa Chiara, alla struttura per disabili di Pratola e ancora in due terzi delle scuole di Sulmona e in quelle di Prezza. 

Quanto basta perché il Sian, ovvero il servizio igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl, ordinasse la sospensione “con decorrenza immediata” dell’attività delle cucine ubicate lungo la strada provinciale Nolfese a Pratola Peligna, ovvero nel centro cottura che l’azienda napoletana ha attrezzato in Valle Peligna. 

Così recita la disposizione sanitaria emessa l’altro ieri che ha riscontrato “carenze tali da determinare la mancanza dei requisiti igienico sanitari obbligatori di Legge”, con l’ordine di spegnere i fornelli fino a quando non saranno “ripristinate le condizioni di sicurezza”.

L’azienda, dal canto suo, minimizza e spiega che si tratta di una contaminazione innocua, per la quale sono state in realtà già fatte delle bonifiche delle cucine e dei tamponi di controllo che, tuttavia, non sono stati accettati dalla Asl perché processati in laboratori non accreditati.

“Ripeteremo i controlli – spiega Adriano Santoro, docente universitario e consulente della Ep – e contiamo di riaprire le cucine nel giro di pochi giorni. Nel frattempo l’azienda si sta appoggiando ad un centro cottura alternativo” che, però, nessuno è stato in grado di spiegare quale sia e dove si trovi. Un dettaglio non da poco, perché in tutte le gare pubbliche, motivo e criterio di selezione nei capitolati, c’è anche la discriminante della distanza tra centro di cottura e servizio erogato, al fine di garantire la genuinità del cibo nei tempi di trasporto.

La sospensione dell’attività del centro di cottura di Pratola è seguita ad un controllo fatto dalla stessa Asl e dall’Istituto zooprofilattico di Teramo il 16 marzo scorso: tamponi ambientali che hanno rivelato la presenza di questo pericoloso batterio che attaccando il cibo (tanto in fase di cottura che crudo che di preparazione) può essere trasmesso agli esseri umani con conseguenze che possono essere anche gravi e percepibili nel tempo (fino a tre mesi).

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