Cultura: la rivoluzione in una “legge quadro”

Una legge unica in grado di valorizzare il patrimonio culturale abruzzese, quello materiale e immateriale: dai siti archeologici ai festival del cinema. La presentazione della legge regionale sulla cultura a firma della consigliera Antonietta La Porta, è stata fatta ieri (con gli interventi del coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo e il vice presidente della giunta regionale Emanuele Imprudente) non a caso dal sito di Alba Fucens, perché proprio i siti archeologici sono al centro dell’interesse della Regione che, in questo modo, vuole soprattutto agevolare il partenariato tra pubblico e privato disciplinando le modalità con le quali i privati possono sostenere e contribuire alla valorizzazione di questo immenso patrimonio.

“L’Abruzzo, in termini di patrimonio artistico, nulla ha da invidiare ad altre regioni ma necessita di linee guida in materia di beni e attività culturali – spiega La Porta – anche, e soprattutto, in prospettiva del Piano Nazionale di ripresa e resilienza che destina 6 miliardi alla cultura. La cultura sarà alla base della ripartenza del Paese e della nostra regione, lo dimostrano le azioni del Governo Draghi che ha attuato il ‘cambio passo’ con interventi per il rilancio dei borghi, per la  sicurezza antisismica dei luoghi di culto, fino  alla digitalizzazione, alla creatività e al potenziamento dell’industria cinematografica”.

Quaranta articoli che disciplinano la materia in base a piani triennali e ricostituiscono l’Istituto regionale dei beni culturali, delineano i rapporti con Comuni e altri enti (istituendo consulte locali), ma anche con i privati e le Fondazioni.

Si va dai beni architettonici, artistici, storici, archeologici, paesaggistici, archivistici, bibliografici e documentari, ai beni etnoantropologici e del patrimonio immateriale; dai musei, ecomusei e i sistemi museali, alle aree e ai parchi archeologici, fino ai musei virtuali. E ancora dai cammini e gli itinerari culturali, al cinema e agli spettacoli dal vivo, alle produzioni audiovisive e film commission.

Quasi una legge quadro, insomma, che riordini la Babele delle leggi e leggine che animano il mondo della cultura in Abruzzo, per renderlo, finalmente, uno strumento di crescita e sviluppo e non più, non solo, una “banca dei clienti”.

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