Da oggi al 25 novembre

L’approvazione bipartisan, l’altro giorno, della modifica della legge sulla violenza sessuale, che vede come prima firmataria l’ex presidente Laura Boldrini, è un passo in avanti, dovuto e in ritardo, rispetto alla Convenzione di Istanbul firmata nel 2011, ad una battaglia, quella della violenza contro le donne, che prima che giuridica è culturale.

La modifica, che ora dovrà passare al Senato, sancisce chiaramente la questione del consenso nei rapporti sessuali, che deve, cioè, essere esplicito e che può essere ritirato in ogni fase del rapporto.

Nello specifico “per consenso si intende quello espresso quale libera manifestazione della volontà della persona e che rimanga tale e immutato durante l’intero svolgersi dell’atto sessuale – recita la legge -. Il consenso deve essere valutato tenendo conto della situazione e del contesto e può essere revocato dalla persona in qualsiasi momento e con ogni forma”.

Sembra un’ovvietà, ma non lo è. Perché i reflussi di machismo sembrano pervadere, ancora, la società e la cultura di oggi. E i novanta femminicidi registrati dall’inizio dell’anno in Italia (uno solo in Abruzzo) lo stanno a dimostrare.

Ma violenza sulle donne non è solo la lama del coltello e l’omicidio, ma assume forme diverse che vanno dalla sudditanza psicologica (come nel caso della sulmonese Alessia Puglielli, spinta al suicidio dal fidanzato ora a processo), al controllo economico e sociale, fino ai maltrattamenti, allo stalking, allo stupro e alle prigioni invisibili.

Oggi a Sulmona si apre la fase della riflessione più intensa sulla questione, in una città reduce, con la sua comunità, di fatti di cronaca orribili, che hanno coinvolto adulti e minori.

Il primo appuntamento è per questa mattina al cinema Pacifico con l’appuntamento organizzato dal Corecom e dal consiglio regionale “Non solo il 25 novembre”. Protagoniste saranno le scuole in un dibattito moderato da Roberta Galeotti, con gli interventi dell’artista Bruno Di Pietro, la giornalista Eleonora Falci, la psicologa Chiara Gioia e la presidente de La Diosa Gianna Tollis. A seguire ci si sposterà davanti alla scuola media Ovidio dove sarà inaugurata una panchina artistica dedicata alla giornata.

Domani l’appuntamento è invece alla Comuniteca (in via Angeloni 15), dove la sezione soci Sulmona della Coop, con la Horizon, il centro antiviolenza La Libellula, Sulmonacinema e Costruire, organizza il festival “Ad alta voce”: dalle ore 17,30 ci saranno incontri con gli operatori, la presentazione del libro Scellerate con l’autrice Antonella Finucci (un viaggio tra le donne carismatiche d’Abruzzo e le loro scelte), la proiezione di quattro cortometraggi e la mostra fotografica della Ong Atoot che racconta il percorso di emancipazione delle donne in Nepal.

Per la giornata clou del 25 novembre, invece, il primo appuntamento è nell’Aula consiliare del Comune di Sulmona (ore 12), dove si terrà la premiazione della quarta edizione del “Premio Teodora Casasanta”: un concorso che venne istituito, su proposta delle allora consigliere comunali Teresa Nannarone, Antonella La Gatta e Antonietta La Porta, in ricordo della donna di Roccacasale che venne trucidata nel gennaio 2021 a Carmagnola in Piemonte, insieme al figlio Ludovico, dal marito poi morto suicida in carcere. Il concorso, rivolto alle scuole, ha registrato quest’anno una buona affluenza di iscrizioni, dopo i flop (appena sei e otto lavori) delle ultime due edizioni, infatti, quest’anno la commissione è chiamata a selezionare le migliori tra le 41 opere (disegni, testi, creazioni artistiche) in concorso.

Nel pomeriggio, sempre del 25, presso la Comuniteca (ore 17,30), protagonista sarà l’associazione Libera che, al pubblico, offrirà uno sguardo altro sul tema della violenza sulle donne. Quella fatta di paure e sbarre invisibili, quella delle donne di mafia. Ospite dell’evento (che la mattina – ore 10,30 cinema Pacifico – si terrà con le scuole) sarà la giornalista di Repubblica Alessandra Ziniti che presenterà il suo libro Libera storia di Anna, con la postfazione di don Luigi Ciotti. Un racconto di fuga e coraggio che le donne di mafia sono chiamate ad affrontare quando decidono di uscire dal tunnel della cultura mafiosa, dove sono considerate nulla. Costrette ad accettare tradimenti, silenzi e omertà. Scelte di coraggio e solitudine, per le quali lo Stato non prevede protezione e aiuti.

11 Commenti su "Da oggi al 25 novembre"

  1. … “ …del consenso nei rapporti sessuali, che deve, cioè, essere esplicito e che può essere ritirato in ogni fase del rapporto “ …
    Ecco, praticamente, presunti colpevoli a prescindere… dall’inizio alla fine e oltre… un’arma letale in mano alle donne e, per il timore permanente, nessuna pillola basterà più per farlo rizzare solo al pensiero che si dovrà dimostrare, se accusati, un “ consenso fermo, esplicito e per tutta la durata dell’atto”.

    • coda di paglia?

    • Se una Donna non è costretta al rapporto, perché dovrebbe poi denunciare? se è rispettata come donna e non come una bestia, perché dovrebbe poi comportarsi da bestia?
      La verità è che intimamente ogni uomo sa, cos’è un consenso e cosa una violenza, ma quando chiamati a rispondere su questa differenza, trema si agita teme, chi non ha peccato non teme giustizia.
      Se avete avuto un rapporto con una donna che voleva lo stesso epilogo, tranquilli, che non darà di matto, se invece l’avete indotta a un primo si, scadendo poi in un ora ci stai e zitta, allora bene fanno a denunciarvi.
      Se acquistate un bene, un bene qualsiasi, avete o no, per legge diritto a recedere dal contratto? e, se eravate interessati all’acquisto perché poi dovreste recedere? perché forse non era ciò che volevate? ciò che vi avevano indotto a credere? ecco! anche se è svilente paragonare un rapporto a un contratto, resta il modo più semplice per farvi capire, voi maschi, che se una donna a un certo punto ritiene di recedere ha il sacrosanto diritto di poterlo fare.
      Fanno caso a parte le : cacciatrici di dote, cacciatrici di soldi, cacciatrici di eredi, ma lì è un’altra storia e posso solo dirvi, occhi aperti, se non c’è una relazione affettiva solida e confermata, lasciate stare, il godimento di un ora potrebbe costarvi il patimento di una vita.

  2. ..e se una donna acconsente all’atto sessuale e alla fine nega per qualsiasi motivo di averlo dato cosa potrebbe succedere all’uomo? Chiedo per un amico…

  3. Bisognerà farsi rilasciare un consenso scritto da parte delle donna e farlo validare da un notaio? Come funzionerà? 🤔

  4. Fare l’amore diventa atto amministrativo prima e poi prova da eroi!
    Dico, vale anche per gli uomini?

  5. mi lasciano senza parole i commenti. “Uomini” è ora che cambiate testa, fine del “dovere coniugale” fine della superiorità maschile. Dovreste gioire per il solo fatto che la società sta cambiando pensando alle vostre figlie, le vostre madri e le vostre sorelle!

  6. comunque gli uomini ne escono molto male da questa storia perché anche quelli onesti potrebbero essere esposti ad una serie di dinamiche imprevedibili.

  7. Premesso che dovere coniugale e superiorità maschile mi sanno un po’ di concetti stantii, ritengo in parte giusto quello che lei afferma, come è anche giusto porsi qualche domanda o no?

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