Da Sulmona alle elezioni regionali, torna il “Patto del branzino”

I commensali giurano che di Sulmona non si è proprio parlato: argomento triste in un pranzo, quello consumato ieri in un noto ristorante di pesce a Raiano, dove il buon umore l’ha fatta da padrone. “Nulla di nuovo – spiega il consigliere regionale Andrea Gerosolimo – andiamo a pranzo ogni quindici giorni. Discutiamo soprattutto di politica regionale e dell’appuntamento di febbraio”.
Anche perché il “piatto Sulmona”, visti i risultati, è di quelli indigesti, tanto all’ex assessore regionale, quanto ai suoi compagni di tavola: il consigliere comunale di opposizione Bruno Di Masci, i socialisti Mimmo Taglieri e Armando Sinibaldi e il fidatissimo (di Gerosolimo) presidente Saca Luigi Di Loreto.
Certo nel conto finale il capoluogo peligno alla fine avrà il suo peso, se non altro perché a condirlo, lasciando un retrogusto sulle regionali, c’è un po’ sul fuoco un po’ a freddo, Fabio Pingue, l’homo novus (ma mica tanto, vista la sua discendenza) che ha sfidato tanto Gerosolimo che Di Masci, proponendosi come nuovo leader locale del centrosinistra. Da lui, anche e soprattutto, dipende la durata della sindacatura della ex pupilla di Gerosolimo, Annamaria Casini, per inciso sindaco di Sulmona, ad oggi, nonostante le apparenze, senza maggioranza e senza guida.
Averla in sella fino al 10 febbraio farebbe comodo all’ex assessore, ma su questo Di Masci non è disponibile a contrattare: “Sarebbe troppo tardi – spiega Di Masci – c’è il rischio che non si faccia in tempo a mandarla a casa per votare a maggio e quindi rischiare un anno di commissariamento”. In realtà per sfiduciarla e andare al voto a primavera, ovvero far firmare le dimissioni alla maggioranza dei consiglieri, ci sarebbe tempo fino al 26 febbraio, ma poi bisognerà vedere gli effetti che fa il voto e il probabile rimescolamento di carte e posizioni di forza.
Insomma la Casini è probabile che il panettone non lo mangi, come si suol dire; ma dopo un pranzo di pesce al “Patto del branzino”, che già aveva fatto infuriare il Pd ad aprile scorso, interessa poco e niente.
La partita che si gioca e che interessa è infatti quella delle regionali, con Gerosolimo che sta mettendo insieme i “grandi vecchi” per sostenere la sua seconda corsa all’Emiciclo, in quota civica con Donato Di Matteo e a sostegno del centrosinistra soprattutto se targato Legnini.
L’ex vice presidente del Csm, però, non ancora rompe gli indugi che molto dipendono, si dice, proprio da quanta linfa e voti Gerosolimo (soprattutto) e Di Matteo riusciranno a drenare dal centrodestra. E, in tal senso, le imminenti elezioni provinciali a Pescara potrebbero essere un’ottima moneta di scambio.

Moneta che però potrebbe non bastare, perché Giovanni Legnini, con l’aria che tira, è sempre più scettico ad immolarsi per la causa del Pd, tanto più se, come si dice, per lui potrebbe aprirsi un’altra nomina di alto profilo istituzionale.
E insomma perché la tavola sia apparecchiata per tutti ci vorrà ancora del tempo, nel mentre i vecchi nemici diventano sinceri commensali, amici giurati, promessi alleati. Tra un branzino, un caffè e un amaro: il conto, tanto, si sa chi lo paga.

2 Commenti su "Da Sulmona alle elezioni regionali, torna il “Patto del branzino”"

  1. spero che questi soggetti escano fuori dalla politica una volta per tutte. cari concittadini non facciamoci prendere in giro un’altra volta. spero nella coscienza delle persone. non credete alle promesse che hanno sempre e puntualmente disatteso…. la politica delle poltrone è alla frutta, vito che il branzino lo hanno già mangiato….

  2. bene,pochissimi Cittadini consapevoli,innumerovoli i sudditi creduloni,il popolino crede alle magiche illusioni dei pifferai del momento,giovani, vecchi e sbugiardati evidente il disastro economico del territorio regionale e soprattutto del borgo,drammatica la realta’, sotto gli occhi di tutti,purtroppo i sprovveduti sono tanti,le magiche illusioni funzionano ,tutti applaudono festanti,stupiti,incantati,piu’ da scemi del villaggio…o no?

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