
Mettere in connessione chi produce le materie prime con chi le trasforma per dare valore al lavoro delle aziende locali e, allo stesso tempo, garantire qualità e identità alla ristorazione. È questo il tema al centro dell’evento Dalla Terra alla alla Padella – la filiera che si incontra promosso dall’Associazione Italiana cuochi della provincia dell’Aquila, occasione di confronto tra professionisti del settore che hanno scelto Sulmona per un evento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. Appuntamento mercoledì 25 febbraio alle ore 14 presso la Comuniteca di via Angeloni dove nell’ambito del tesseramento 2026 verranno delineati obiettivi e programmi per l’anno in corso prima di dare spazio, alle ore 16, alla degustazione di prodotti locali con vini in abbinamento. “Un momento operativo per favorire nuove collaborazioni” spiega Ivana De Gasperis, presidente dell’Associazione la cui principale finalità è quella di “fare da ponte tra chi produce e chi racconta il prodotto nel piatto”.

Un evento nato dalla necessità di riportare al centro il rapporto autentico con la materia prima, con i prodotti che rappresentano l’identità del territorio aquilano, dallo zafferano alle lenticchie, dai ceci ai fagioli dalle patate all’aglio, senza dimenticare la carne che oggi, spiega De Gasperis, “nei ristoranti spesso arriva già divisa in pezzi e rifilata, pronta per essere cucinata. A differenza di un tempo quando nelle cucine arrivavano intere parti di animali che il cuoco stesso doveva tagliare e lavorare”. Una realtà oggi soppiantata dalle rigide regole di una filiera che tra controlli e intermediari ha visto i professionisti del settore, soprattutto i più giovani, perdere di vista l’origine delle materie prime. “Prima si cresceva a contatto con la terra e con gli animali, spesso allevati in casa, e questo aiutava a capire meglio il prodotto, a seguirne il percorso di lavorazione – aggiunge De Gasperis – oggi tutto questo non esiste più e i cuochi, soprattutto i più giovani, conoscono solo la parte finale della filiera produttiva”. Ma cambiare si può. Come spiegherà la presidente De Gasperis in Comuniteca dove i professionisti del settore si confronteranno sul come tornare alla terra, aprendo ai produttori diretti, “senza eliminare gli intermediari il cui ruolo è fondamentale ma facendo in modo che chi maneggia il cibo possa entrare nelle aziende e acquisire una maggiore sensibilità alimentare”. Un progetto che coinvolge tutti, cuochi, produttori, aziende agricole e istituzioni per riportare in cucina sapori e valori di un tempo, a partire dallo spirito di sacrificio per chi aspira a diventare cuoco.

“Oggi non si fa più la gavetta e si pensa che per diventare chef basti solo inventiva e creatività, complice famosi programmi tv dove si mostra solo una faccia della medaglia, quella più attrattiva ma meno realistica” continua Ivana De Gasperis, avezzanese, figlia di ristoratori, che non ha rinunciato alla gavetta prima di tornare nell’azienda di famiglia. Prima donna alla guida dell’Associazione Italiana cuochi dell’Aquila dove è stata eletta nel marzo 2024, la Lady chef, come è stata definita De Gasperis, punta a far crescere una realtà che oggi conta 85 iscritti per avvicinarci ancora di più alle scuole e “festeggiare” l’Aquila Capitale della cultura. Anche di questo si parlerà mercoledì prossimo in occasione di un evento dove protagonisti saranno i prodotti e le loro storie raccontate direttamente dalle diverse realtà del territorio e di fuori, tra cui Casale Nico, Carattere Agricolo e Ciro Agricola per i formaggi della Fagianeria, a testimonianza di una rete produttiva sempre più orientata alla qualità e alla collaborazione.
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