
Da cinque mesi resta in cella nonostante i provvedimenti del tribunale che dispongono il trasferimento in una struttura idonea alle sue condizioni psichiatriche. È l’odissea di un detenuto di 58 anni, residente a Sulmona, arrestato con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’anziana madre.
Secondo quanto emerso, una perizia avrebbe certificato uno stato di incompatibilità con il regime carcerario, indicando la necessità di un ricovero in una struttura specializzata. In un primo momento il gip Marta Sarnelli aveva disposto la custodia cautelare in un luogo di cura. Successivamente, il giudice Emanuele Lucchini ha stabilito il trasferimento in una struttura penitenziaria dotata di Atsm, le articolazioni per la tutela della salute mentale, reparti con personale specializzato nel trattamento di patologie psichiatriche gravi.
Tuttavia, a oggi nessuna struttura è stata individuata e i provvedimenti non hanno trovato esecuzione. Dopo le ultime interlocuzioni, il gip ha rimesso gli atti al distretto sanitario della Asl competente, incaricato di reperire una sistemazione adeguata.
“È una storia assurda – commenta l’avvocato difensore Alberto Paolini –. Negli ultimi giorni ho dovuto fornire perfino coperte, felpe e soldi”. Isolato anche dai familiari, il 58enne resta in attesa del trasferimento. Il giudice ha nel frattempo fissato il rito abbreviato per il 19 marzo, subordinato a una nuova perizia psichiatrica.
I fatti risalgono allo scorso settembre, quando l’uomo avrebbe aggredito la madre 91enne. Secondo la ricostruzione, l’anziana, da tempo vittima di percosse, si sarebbe più volte barricata nella propria camera da letto per sottrarsi alla violenza. In quell’occasione aveva allertato i Arma dei Carabinieri.
All’arrivo dei militari, il 58enne avrebbe reagito con violenza, colpendoli. L’anziana donna e uno dei carabinieri furono trasportati in ospedale, dove i medici refertarono lesioni personali giudicate guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni. Nel frattempo l’Arma ha chiesto il rimborso delle spese mediche sostenute per le cure del militare rimasto ferito.
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