
Chat Whatsapp, direct di Instagram, messaggi Telegram, sms e chiamate. Nulla verrà lasciato al caso durante l’analisi del telefono cellulare di Giovanni Ferrera, il diciannovenne di Pratola Peligna trovato in possesso di una pistola nella notte a cavallo tra il 19 e il 20 agosto, dai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro.
Gli accertamenti irripetibili sullo smartphone di Ferrera sono stati disposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti. L’obiettivo della Procura è quello di scandagliare a fondo i legami di Ferrara, per intercettare collegamenti con terzi che rimanderebbero al possesso dell’arma. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno anche i filmati e le fotografie presenti sul telefono cellulare del giovane.
Ferrera era stato trovato in possesso dell’arma mentre percorreva la strada statale 17, all’altezza del territorio comunale di Roccaraso. La pistola è stata trovata durante una perquisizione del veicolo da parte dei carabinieri che stavano svolgendo l’attività di controllo e sicurezza del territorio. Dallo zaino del giovane è spuntata la calibro nove, con dieci proiettili e una matricola abrasa che ha spinto l’autorità giudiziaria ad accusare Ferrara di ricettazione per “il possibile legame con la microcriminalità”.
L’arresto del diciannovenne era scattato il flagranza di reato. Ferrera, prima in carcere, si trova al momento con braccialetto elettronico al polso ai domiciliari, concessi dal gip del Tribunale di Sulmona al termine dell’udienza di convalida.
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