Direttore amministrativo illegittimo, la Lega contro Testa. E i 5 Stelle svegliano Marsilio

Non si ferma l’attacco della Lega al manager della Asl Roberto Testa: dopo la diatriba sul direttore sanitario, le reprimende sul punto nascita e l’ospedale di Sulmona, la gestione della pandemia e dei vaccini, il coordinatore regionale Luigi D’Eramo definisce “illegittimo” il direttore amministrativo Stefano Di Rocco. Secondo la Lega, infatti, potrebbe esserci una vizio primordiale nella sua carica: Di Rocco era infatti passato alla Asl con una mobilità dalla Comunità montana Valle Roveto nel 1987. Un dirigente, secondo D’Eramo, che non poteva fare il dirigente per mancanza di requisiti, perché laureatosi nel 1985 non poteva aver maturato i cinque anni necessari da funzionario per aspirare ad una dirigenza. 

“Dal curriculum non emerge né l’avvenuto superamento di un pubblico concorso per funzionario né il superamento del pubblico concorso per l’accesso alla dirigenza e benché mai l’avvenuto svolgimento delle mansioni nel ruolo di funzionario per almeno un quinquennio. Dunque – scrive D’Eramo – emerge dal curriculum stesso che il dottor Di Rocco non poteva aver acquisito la qualifica di dirigente amministrativo in due anni; se così è all’epoca non dirigente, non può esserlo in Asl e sarebbe nullo il rapporto in corso”.

Ma c’è di più: una sostanziale incompatibilità tra i ruoli di controllore e controllato che svolge allo stesso tempo. “Attualmente, infatti, è direttore amministrativo facente funzioni aziendale, direttore del Dipartimento amministrativo, direttore dell’Unità operativa complessa Affari Generali e legali, direttore della Unità operativa complessa Beni e servizi, servizio acquisti, presidente della Commissione di disciplina aziendale. È evidente la grave illegittimità – continua D’Eramo -: il dottor Di Rocco svolge infatti la funzione di controllato e controllore dal momento che come direttore di Uoc. o Capo Dipartimento propone al direttore generale deliberazioni aziendali su cui appone come direttore amministrativo il proprio visto di legittimità. Dunque è il giudice di sé stesso. Inoltre è chiamato a valutare come Presidente della Commissione di Disciplina le condotte dei dipendenti che egli stesso dirige come direttore amministrativo e membro del management aziendale, laddove invece la Commissione di Disciplina dovrebbe assolvere ad un ruolo terzo rispetto alla Direzione e ad una funzione di garanzia”.

Agli attacchi della Lega si aggiungono poi quelli del Movimento 5 Stelle che se la prende anche e soprattutto con il presidente Marco Marsilio: dopo oltre un mese dall’esplosione del caso e tre settimane dalla manifestazione in difesa dell’ospedale di Sulmona, infatti, ancora nessuna azione concreta è stata fatta per salvare il punto nascita e dare risposte alla sanità peligna. “La Regione può mettere in campo tutte le iniziative e i finanziamenti necessari per risolvere alcune problematiche del Punto nascite – scrivono gli attivisti – e renderlo un presidio moderno e con servizi innovativi al servizio delle future mamme. Interventi che andrebbero estesi a tutto l’ospedale SS. Annunziata di Sulmona che in vari settori necessità di maggior personale e strumenti adeguati”.

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