Diritti e lavoro: incontro dei Giovani Democratici sul divario salariale di genere


“Parlare di gender pay gap significa parlare di equità, di riconoscimento del valore del lavoro e di dignità per un futuro più giusto per tutte e tutti”. Parte dai Giovani Democratici Valle peligna l’invito a partecipare a un momento di confronto sul tema del divario salariale di genere che ancora oggi riguarda diritti, lavoro e futuro. Appuntamento per oggi, sabato 21 febbraio, alle ore 18 presso la sede della CGIL a Sulmona con l’iniziativa che vedrà la partecipazione di Maria Citarella, responsabile delle politiche transfemministe dei Giovani Democratici Abruzzo e di Miriam Del Biondo, coordinatrice di Belle Ciao CGIL, per approfondire cause e conseguenze di una disuguaglianza che incide sulla dignità professionale, sull’autonomia economica e sulle opportunità di crescita.

All’incontro organizzato in collaborazione con un comitato di donne che sta nascendo sul territorio interverranno anche Giulia Di Rienzo e Alessandra Allegretti, due attiviste di Sulmona promotrici del nuovo comitato. Modererà Caterina Marzi, la neoeletta segreteria dei Giovani Democratici Valle Peligna.

7 Commenti su "Diritti e lavoro: incontro dei Giovani Democratici sul divario salariale di genere"

  1. Giovani ??? Ma perché 50/60 anni sai quanti ne conosco che prendono di stipendio 600 € al mese e guai ad ammalarsi , mi ricordo il caro Massimo D’Alema era per il popolo. Quale popolo poi…

  2. Continuare a parlare di ‘Gender Pay Gap’ in Italia come se i datori di lavoro pagassero meno le donne a parità di contratto è, nei fatti, pura propaganda ideologica che ignora la realtà normativa.
    ​In Italia vigono i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) che, per legge e Costituzione, non permettono distinzioni di sesso nelle tabelle retributive. Un infermiere uomo e un’infermiera donna, o un metalmeccanico e una metalmeccanica di pari livello, hanno lo stesso identico minimo tabellare.
    ​Il divario statistico di cui si parla tanto non nasce da una discriminazione salariale diretta, ma da fattori che nulla hanno a che fare con il ‘pregiudizio’:
    ​Gap di carriera: Gli uomini occupano più spesso ruoli apicali che comportano responsabilità e orari che molte donne, per scelta o necessità familiare, non intendono o non possono ricoprire.
    ​Scelte di settore: Esiste una libera scelta verso professioni (umanistiche, educative, di cura) che il mercato purtroppo remunera meno rispetto a settori tecnici o industriali (STEM).
    ​Disponibilità oraria: Gli straordinari e i premi di produzione sono legati alla presenza fisica e alla flessibilità, non al genere.
    ​Parlare di ‘gap salariale’ è un termine fuorviante che sposta il problema: non è una questione di busta paga ingiusta, ma di gap di opportunità, di scelte personali e di bilanciamento vita-lavoro. Finché non si smetterà di usare slogan emotivi per analizzare dati complessi, non si farà mai un favore né alla verità né alle donne lavoratrici.

    • Sicuramente tu hai il tuo angolino felice …

      • Perché le risulta che i contratti di lavoro prevedano differenziazioni per il sesso?
        In Italia la Costituzione permette la differenza salariale tra uomo e donna?
        È semplicemente illegale

  3. La sinistra parla del nulla e di problemi inesistenti per questo si andrà sempre più a destra

  4. Ma speriamo proprio di no, visti i risultati…nei fatti e nella vita reale peggiora tutto, ma tanti evidentemente, vivono di propaganda.
    Perché la sanità pubblica, i salari, l’inflazione, la pressione fiscale, la sicurezza, le politiche industriali, il costo della vita…sempre peggio.
    Una realtà fatta solo di propaganda, vittimismo e scaricabarile.
    La stessa propaganda che sentiamo da trent’anni, poi quando governano niente migliora, ma tutto peggiora.
    Eppure avremmo dovuto capirlo quando un governo di cdx ha messo questo Paese a rischio default…
    E ora con tutti i miliardi del PNRR, niente migliora per i cittadini…

  5. Vabbe’…basta pensare che a destra fanno il tifo per l’amico MAGA mago’.
    Nel frattempo il caro amico Trump, ha fatto un’intesa commerciale con il presidente argentino, per tutelare formaggi e salumi USA, che imitano quelli italiani… e a destra? Muti!
    Non sanno neppure scegliere gli amici!

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