Discarica di Bussi, il Tar: “La bonifica non andava fermata”

Il tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso della Dec-Deme Environmental Contractors Nv contro il ministero dell’Ambiente che aveva bloccato la gara da 40 milioni di euro per la bonifica rapida delle discariche 2A e 2B di Bussi: oltre 100mila metri cubi di rifiuti che a quest’ora, dopo tredici anni dalla scoperta, potevano essere stati già portati via.

Nella sentenza i giudici amministrativi parlano di “sviamento di potere”, “contraddittorietà e irragionevolezza” e perfino di circostanze “eccentriche”. Una vera e propria umiliazione per gli uffici ministeriali che avevano bloccato la bonifica adducendo carenze autorizzative.

“Il Ministro dell’Ambiente Costa chieda scusa e rifletta anche sul suo operato e se è in grado di governare adeguatamente la sua struttura ministeriale – commenta Augusto De Sanctis, del Forum H2O -. Nonostante gli appelli e le puntuali segnalazioni che avevamo fatto, evidenziando tutte le lacune dell’attività ministeriali, ha deciso consapevolmente di difendere gli errori dei suoi dirigenti e non  l’ambiente e la salute dei cittadini”. 

Secondo i giudici del TAR “l’esigenza della rapidità nella conclusione dell’iter amministrativo propedeutico alla bonifica di un sito così dannoso per l’ambiente non pare aver caratterizzato l’operato del Ministero nella vicenda di specie”. Il Ministero, dicono anche i giudici, è andato nella direzione esattamente opposta rispetto a quanto richiesto dalla Corte Costituzionale sulla difesa di ambiente e salute. 

In pratica delle tre “criticità” che il Consiglio superiore dei Lavori pubblici avrebbe rilevato, secondo la prospettazione del Ministero dell’Ambiente la prima appare superata così dalla considerazione  che, allo stato, l’interesse pubblico sotteso al provvedimento ministeriale di autotutela non può più risiedere oggi nella violazione delle norme della gara pubblica, trattandosi di una gara già conclusa e aggiudicata; mentre le altre due, poiché concernono la progettazione definitiva, dovranno essere risolte nel prosieguo dell’istruttoria e con il parere finale del Consiglio stesso, fermo restando che dovrà tenere conto in modo motivato e circostanziato delle considerazioni della parte privata.
“Si tratta di una sentenza importante che conferma la posizione della Regione Abruzzo tesa a bonificare la discarica nel più breve tempo possibile – ha sottolineato il presidente Marco Marsilio – adesso bisogna riavviare subito il discorso politico istituzionale attraverso il confronto tra la Regione, la Provincia e i Comuni interessati, in particolare quello di Bussi”.

Commenta per primo! "Discarica di Bussi, il Tar: “La bonifica non andava fermata”"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*