
Restano nel carcere capitolino di Casal del Marmo il quattordicenne e il diciassettenne implicati all’interno della vicenda di abusi e ricatti a danni di una ragazzina di dodici anni, di Sulmona. Troppo gravi gli indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, ai quali si aggiunge un terzo ragazzo, maggiorenne, anch’esso recluso. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila ha rigettato la richiesta di revocare, o alleggerire, la misura cautelare disposta nei confronti dei due minori lo scorso 24 ottobre, quando i carabinieri della Compagni di Sulmona hanno proceduto all’arresto.
Le motivazioni della decisione dei giudici aquilani saranno diffuse nei prossimi due mesi. Il legali dei ragazzi, Alessandro Margiotta e Raffaella D’Amario, hanno annunciato il ricorso in Cassazione. Gli indagati hanno respinto ogni accusa di violenza sessuale aggravati in concorso, atti sessuali con minorenne, atti persecutori e produzione di materiale pedopornografica.
Su quelle violenze, andate avanti per mesi, la Procura continua a indagare. Questa mattina il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale per i Minorenni, Angela D’Egidio, ha chiesto l’incidente probatorio al gip, Roberto Ferrari.
La dodicenne sarà nuovamente ascoltata in audizione protetta. Per lei sarà la seconda volta dopo il colloquio dello scorso 17 settembre, quando venne scortata nella Procura del Tribunale per i Minori dai carabinieri. Un faccia a faccia durato oltre tre ore, per ripercorrere ogni passo di quell’incubo. Davanti a lei ci saranno esperti che cristallizzeranno il quadro delle accuse.
“Nostra figlia ha raccontato la verità – spiegano i genitori – ed è distrutta dal dolore che si porta dentro ed aumenta ogni giorno di più. Sta male, vive nella paura e nella sofferenza. La verità non può e non deve tacere, è l’unica a dover essere difesa”.
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