
E’ una detenzione senza pace quella del quattordicenne peligno finito dietro le sbarre con l’accusa di aver violentato e ricattato una dodicenne di Sulmona per oltre sei mesi.
Il ragazzino, che solo qualche giorno fa era stato trasferito da Casal del Marmo al carcere minorile dell’Aquila, avrebbe subito anche qui pesanti minacce di morte.
Tant’è che ora la direzione della struttura ha deciso di trasferirlo in una cella detentiva singola: il quattordicenne, infatti, sarebbe stato minacciato proprio dal suo compagno di cella e per questo è finito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila con forti stati d’ansia.
“Ora è decisamente più sereno anche se nell’ultimo periodo ha dovuto fare i conti con continui soprusi” ha detto il padre del ragazzo che proprio per le torture ricevute dal figlio nel carcere romano, aveva presentato una denuncia su cui la procura ha aperto un’inchiesta con le ipotesi di reato di tortura, lesioni, minacce e omissione di atti d’ufficio, essendo le accuse rivolte non solo ai detenuti che lo hanno picchiato e torturato con una spatola di ferro, ma anche nei confronti di chi doveva assicurare al ragazzo incolumità e sicurezza.
Nei prossimi giorni, per gli stessi motivi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei Minori dell’Aquila, dovrebbe autorizzare anche il trasferimento del diciassettenne di Sulmona, finito per la stessa vicenda nel carcere di Casal del Marmo insieme al quattordicenne e a un diciottenne (detenuto a Lanciano).
La richiesta è stata avanzata dalla sua avvocata Raffaella D’Amario e, anche in questo caso, sostenuta dalla garante regionale per i detenuti, Monia Scalera: “Sono in continuo contatto con Antonio Sangermano, capo dipartimento della giustizia minorile – commenta la garante -. Mi rallegro del fatto che il minore è stato trasferito e auspico che anche per il diciassettenne vengano assunti gli stessi provvedimenti. Tuttavia, ribadisco che, soprattutto per i minori, il carcere deve avere un valore di educazione che probabilmente non hanno mai ricevuto”.
Come faccia un posto in cui si deve vivere forzatamente a contatto con persone che hanno commesso reati di tutti i generi ad essere un luogo rieducativo e riabilitativo me lo sono sempre chiesto. sarà per questo che quando uno esce delinque a livelli più alti, perché è stato a scuola e ha fatto il tirocinio in presenza
bene,innanzitutto :confermata la detenzione,per quali ragioni? Solo con prove/evidenze innegabili, incontrovertibili,chiare,certe,inoppugnabili ,altrimenti con le attuali disposizioni,depenalizzazioni,ecc,ecc tutti liberi di fare cio’ che meglio si crede,detto tutto,incolumità e sicurezza ?Per le parti offese ?
Gratteri a Delmastro: “Per favore non fate più riforme della giustizia, basta. Non tutelano le parti offese” punto,
pura utopia rieducazione e reintegrazione sociale nell’italietta del tutti liberi con un proprio diritto una propria Legge,sistema carcerario efficace,utile, vincente ? Paesi nord euopei Norvegia,Svazia,Danimarca,ecc basta copiare,di certo non quelli dei paesi di provenienza degli aventi ruolo,quindi meglio tacere,stare in silenzio,si chiede il rispetto delle Leggi,si esigono Diritti,per i doveri? Nessun pentimento,ravvedimento,nessun rimorso,dolore,vergogna,dispiacere,nessun rincrescimento,senso di colpa ,richiesta di perdono,qui si pretende,reclama il diritto alla serenita’,basta soprusi e stato d’ansia ? Per tutti i Cittadini che subiscono reati? Per le vittime/persone offese di un crimine? Il “garante ” dei Cittadini che dice? Legalita’ diffusa per uscire dalla palude,e basta,o no?