
Non una caduta accidentale, ma l’ombra dei maltrattamenti in famiglia. È questa la pista su cui si concentra ora l’inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona dopo il drammatico ritrovamento di una donna di 56 anni, trovata nelle scorse settimane riversa e insanguinata davanti alla propria abitazione.
La donna è stata dimessa nei giorni scorsi dall’ospedale e ha fatto rientro a casa, dopo che i medici hanno sciolto la prognosi. Restano però evidenti i segni dell’aggressione: ecchimosi sul volto, ferite al cranio e difficoltà nell’articolare correttamente le parole, conseguenze di traumi che appaiono difficilmente compatibili con una semplice caduta.
Proprio su questo punto si concentra il lavoro degli inquirenti. In un primo momento la 56enne aveva dichiarato di essere precipitata dalle scale della sua abitazione. Una versione che non aveva convinto né i sanitari né i carabinieri intervenuti sul posto. Ulteriori elementi, tra cui alcune lesioni riscontrate sul palmo della mano del compagno, avrebbero rafforzato i dubbi degli investigatori.
La donna ha poi presentato un esposto, raccontando una convivenza divenuta negli ultimi tempi sempre più difficile e segnata – a suo dire – da continue liti e percosse. Una situazione che avrebbe confidato anche a una persona di fiducia incaricata della gestione del suo patrimonio.
Il compagno, 58 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati. L’uomo era già finito sotto accusa lo scorso giugno per un presunto accoltellamento ai danni della stessa donna e il prossimo 7 maggio rischia il rinvio a giudizio per quell’episodio.
I fatti risalgono a poche settimane fa, quando la 56enne era stata trovata in condizioni gravissime davanti alla porta di casa, nella zona della circonvallazione occidentale. A prestare i primi soccorsi erano stati due agenti della polizia penitenziaria, che avevano immediatamente allertato il 118. All’arrivo dell’ambulanza, la donna era semi incosciente. Trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, era stata ricoverata in chirurgia con prognosi riservata, poi sciolta dopo il miglioramento delle sue condizioni.
Gli investigatori stanno ora valutando la compatibilità delle lesioni con una caduta accidentale o, come sostenuto più recentemente dalla donna dopo le dimissioni, con una possibile aggressione. Al vaglio della Procura anche la documentazione medica relativa alle problematiche di salute di cui l’uomo soffrirebbe da tempo.
le mani gli devono cascare, che uomo da niente… è facile sparare sulla croce rossa