
Dopo 82 anni dalla strage e dieci anni di battaglia legale, arrivano i risarcimenti per i parenti delle vittime dell’eccidio di Pietransieri che il 21 novembre del 1943 costò la vita a 128 civili trucidati dai soldati nazisti per il sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. Quindici milioni di euro agli eredi delle 128 vittime, circa trenta nuclei familiari, di cui venticinque hanno già ricevuto dieci milioni e altre cinque otterranno quanto dovuto entro la fine di marzo.
A pagare non è direttamente la Germania ma il fondo del Pnrr messo a disposizione per i crimini nazisti, soldi erogati in seguito alle pratiche istruite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che lo scorso novembre aveva stanziato le somme dopo l’ultima sentenza passata in giudicato. A dare il via libera alla quantificazione dei risarcimenti era stata la Corte di Cassazione che, a fine novembre 2024, aveva deciso che “le richieste di risarcimento possono essere evase anche in maniera individuale e non per forza collegiale”. Da qui la quantificazione dei singoli risarcimenti da parte della Corte di Appello per la quale “il particolare momento storico post-bellico (ove vi era una diffusa condizione di povertà) ed il peculiare contesto sociale (le vittime, pastori e contadini, appartenevano ad un piccolo abitato) sono da ritenersi senz’altro rafforzativi dei normali rapporti di solidarietà familiare”.
“Quasi tutti le famiglie hanno ricevuto quanto dovuto. Ne mancano cinque all’appello. Finalmente siamo arrivati a capo di questa battaglia” commenta l’avvocata Monica Oddis che ha curato l’iter dei ricorsi mentre l’avvocato Lucio Olivieri sottolinea come “nei 180 giorni previsti dalla legge il Ministero sta procedendo ad istruire i risarcimenti”.
Intanto un nuovo fronte giudiziario vede protagonisti 91 cittadini esclusi dagli elenchi ufficiali perché considerati “morti di serie B”. A curare i nuovi ricorsi gli avvocati Cristian Rucci e Aldo Di Ianni, quest’ultimo autore della richiesta al ministero dello Sviluppo economico dopo l’appello lanciato nei mesi scorsi da Aurelio Di Vitto, cittadino di Roccaraso che nell’eccidio aveva perso la madre e la zia. “E’ possibile evitare il giudizio civile delle singole posizioni da risarcire, esaminando le loro pretese, cosa che eviterebbe l’aggravio delle spese delle singole cause per il governo italiano” ha spiegato l’avvocato.
Nell’eccidio morirono 60 donne, 34 bambini con meno di 10 anni e molti anziani. Unica superstite ancora in vita Virgilia Macerelli che oggi ha 88 anni.
Giusto che sia l’Italia a risarcire le vittime del nazi-fascismo.
La guerra è la più brutta cosa che l’essere umano ha nel suo DNA fin dal giardino dell’Eden, e queste sono le conseguenze.
Poi si chiedono risarcimenti di milioni di euro.
E chi risarcirà i familiari dei tremila morti nel bombardamento della nostra Pescara fatto dagli anglo-americani appoggiati dai gruppi partigiani: corpi umani ridotti a brandelli da ricostruire per essere sepolti.
Costruiamo ponti di pace invece di andare a caccia di soldi.
se non paga direttamente la Germania ma il pnrr ciò significa che stanno pagando tutti gli europei. i soldi non piovono dal cielo.
si danno i risarcimenti tramite i fondi PNRR e grazie alla Corte di Cassazione dopo 82 anni ai parenti che certamente non hanno mai conosciuto i loro cari trucidati tranne forse la Sig.ra Macerelli mentre gli Statali che vanno in Pensione anche contro il parere della stessa Corte ricevono il loro TFR anche dopo 5 anni e molti per sopravvivere sono costretti a indebitarsi con le Banche incredibile ma vero…. W l’Italia.