Ecco il protocollo unico per i pazienti Covid

Il protocollo è stato approvato ieri – meglio tardi che mai – e definisce un percorso unico di gestione dei pazienti Covid nella fase sia diagnostica che terapeutica. In pratica cosa dovrà essere fatto in caso di pazienti Covid da parte del sistema sanitario regionale, secondo regole codificate e uguali per tutti. Il documento è stato elaborato da una commissione di esperti coordinata dall’Agenzia sanitaria regionale e prevede: per il paziente positivo asintomatico (nessun intervento, sorveglianza sanitaria ed eventuale contatto telefonico con il Mmg); paziente positivo con sintomi respiratori lievi, temperatura uguale o superiore a 37.5 gradi, tosse e sintomi da raffreddamento senza dispnea (contatto telefonico quotidiano del Mmg e valutazione caso per caso in relazione all’età del paziente e comorbilità note); paziente positivo lieve, ma con età superiore a 70 anni, presenza di comorbilità e rischio di aumentata mortalità, temperatura uguale o superiore a 37.5 gradi, tosse da lieve a moderata o incremento progressivo della tosse (attivazione Usca); pazienti affetti da Covid 19 che non necessitano di ricovero ospedaliero o dimesso con patologia Covid 19 e con gli stessi sintomi del punto precedente (attivazione Usca); pazienti con sintomi respiratori anche modesti, ma con febbre perdurante da oltre 4 giorni, dispea, positività o fondato sospetto di Covid 19 (attivazione Usca); paziente con sintomi severi, come Ards, insufficienza respiratoria globale, scompenso emodinamico, insufficienza multiorgano (118).

Le Usca vengono attivate dal Mmg, Pls o Ca. Il medico Usca stabilirà con quale priorità effettuare le visite, sulla base di una serie di parametri che saranno valutati e che consentiranno di intervenire tempestivamente in caso di necessità. I parametri verranno valutati sulla base di una tabella (denominata News): dall’incrocio dei dati si ottiene un coefficiente, che sarà utilizzato per stabilire i passaggi successivi. La tabella diventa centrale anche per la gestione dei pazienti che accedono ai pronto soccorso degli ospedali: il pre-triage medico all’ingresso, infatti, dovrà tenerne conto per stabilire se il paziente dovrà essere avviato al percorso Covid o potrà essere rinviato alla gestione territoriale.

In caso di avvio al percorso Covid, è prevista una serie di esami diagnostici, tra i quali la Tac toracica, valutazione dell’ossimetria, emocromo, assetto epatico, esami cardiologici, sierologici e tampone molecolare di controllo.
Al termine della valutazione, il paziente viene ricoverato in degenza ordinaria Covid o in degenza subintensiva.
Coloro che invece accedono in pronto soccorso già con valutazione rianimatoria, vengono immediatamente inviati in terapia intensiva, per la precoce correzione del quadro clinico con l’utilizzo di supporti ventilatori e farmacologici.
Il nuovo Pdta stabilisce anche come vanno somministrate le terapie farmacologiche a base di eparine a basso peso molecolare, corticosteroidi, antivirale Remdesevir, antibiotici, immunomodulatori, supporti respiratori e plasma da pazienti convalescenti.
Vengono inoltre precisate le modalità per l’applicazione di ulteriori modalità terapeutiche, come la ventilazione incrementale, quella non invasiva, la pronazione e la gestione dei pazienti critici intubati.



Al termine del percorso ospedaliero Covid in area critica, il paziente (se ancora positivo al tampone molecolare) in fase di stabilizzazione clinica, potrà essere trasferito in un blocco di degenza ordinaria Covid; se negativizzato con bisogno di assistenza medica, verrà trasferito in una struttura riabilitativa o dimesso con contestuale attivazione dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata; se negativo, ma con necessità, infine, di assistenza respiratoria prolungata, potrà essere trasferito in riabilitazione respiratoria no Covid.
Al termine del percorso ospedaliero Covid in area non critica, invece, sulla base di una serie di parametri clinici, il paziente potrà essere dimesso al proprio domicilio oppure trasferito in una casa di cura convenzionata, per proseguire la terapia per la risoluzione della polmonite da Covid 19.

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