Ecocalendari sbagliati e rifiuti in crescita: gli errori “puntuali” di Cogesa

Di tempo per rimediare ce n’è, visto che ormai il vetro si raccoglie una volta al mese. Ma il nuovo calendario del porta a porta di Sulmona, appena imbucato nelle cassette delle lettere degli utenti, è da rifare.

Un errore, non si è capito se di comunicazione o materiale, che costringerà però a rettificare il calendario, perché, contrariamente a quanto indicato nell’opuscolo, il vetro non verrà raccolto più il sabato insieme all’organico, ma il giovedì. Approfittando cioè del fatto che ormai il residuo secco si ritirerà a settimane alterne.

Tutto da rifare, ma senza toccare i tagli drastici fatti sul servizio per il 2023, che, in sostanza, hanno eliminato tre passaggi al mese.

Il brindisi di Capodanno, insomma, che sia champagne, spumante o prosecco, dovrà restare nel mastello di casa fino a giovedì 26 gennaio, anche se si sta lavorando per cercare di anticipare la raccolta proprio a causa delle feste; con la possibilità, se nel frattempo si riusciranno ad organizzare i turni, di anticipare il ritiro al 12 gennaio.

Bisognerà comunque vada rassegnarsi a vivere in casa con i rifiuti, e non solo quelli del vetro, perché i tagli apportati al servizio, e dovuti alla necessità di risparmiare sul personale, priveranno l’utenza del ritiro settimanale dell’indifferenziato, con un passaggio bisettimanale che, in realtà, dovrebbe essere sufficiente se si riuscisse a fare una differenziata vera.

I dati sulla raccolta a Sulmona, però, sono tutt’altro che positivi: la percentuale di raccolta differenziata nel capoluogo peligno, in base all’ultimo rapporto di Legambiente dei Comuni ricicloni presentato due settimane fa, è sensibilmente peggiorata, attestandosi al 73%, ovvero perdendo 1,5 punti percentuale rispetto all’anno precedente e facendo registrare una produzione di secco residuo procapite di ben 108,2 chilogrammi, ovvero 5,9 chilogrammi in più dell’anno precedente e ben lontano dai cosiddetti Comuni free che hanno cioè una produzione di indifferenziata procapite inferiore ai 75 chilogrammi annui.

Nella provincia dell’Aquila, però, la maglia nera in assoluto (che d’altronde è la peggiore in Abruzzo e tra le peggiori in Italia), la indossa il capoluogo (che a Sulmona scarica i suoi rifiuti), che ha una produzione procapite annua di 304,5 chilogrammi l’anno e una raccolta differenziata che si ferma al 39,4%.

Dei 18 Comuni free della provincia dell’Aquila, in Centro Abruzzo se ne contano 8: Pratola (che produce 52,2 Kg procapite e ha una differenziata dell’85%, anch’essa con risultati peggiori dell’anno prima), Molina (63 kg e 74,7% di differenziata), Ateleta (65,1 kg e 76,3% di rd), Vittorito (66,4 kg e 77,4% di rd), Pacentro (68,9 kg e 74,8% di rd), Roccacasale (69,2 kg e 83,6% di rd), Goriano Sicoli (69,6 kg e 80,2% di rd) e Cocullo (70,1 kg e 77,9% di rd).

Il punto nodale e dirimente è non tanto la raccolta differenziata, ma proprio la produzione di residuo secco (che alla differenziata è comunque legata), quei rifiuti cioè che hanno pochi margini di essere trattati e che in gran parte finiscono in discarica. Per arginare la produzione di residuo secco si dovrebbe attuare la cosiddetta tariffa puntuale: chi più produce rifiuti da discarica, più paga. Un sistema, basato su un lettore con codice a barre e pesa sul cassone, che viene attuato dalle esperienze più virtuose (come Capannori) ormai da anni e che a Cogesa è rimasto una delle tante promesse disattese. L’esperimento fatto a Raiano su alcune decine di famiglie e che doveva poi essere esteso a tutti i Comuni serviti dalla partecipata peligna, è stato abortito e i risultati si sono visti.

Al di là dei seri problemi finanziari e politici che in questi giorni sta attraversando il Cogesa, al di là anche dei debiti e delle governance, la vera sconfitta è quella di non essere riusciti finora ad invertire la tendenza sulla raccolta dei rifiuti, di aver continuato, anzi peggiorato, in un approccio che va in altra direzione al rifiuto zero richiesto dall’Europa.

13 Commenti su "Ecocalendari sbagliati e rifiuti in crescita: gli errori “puntuali” di Cogesa"

  1. bene,da anni gli errori sono sotto la luce del sole,tutti fanno finta di niente,si guarda dall’altra parte,aziende efficienti,efficaci,utili esistono, le tecnologie anche ,Report Rai3 nella puntata del 26/12 ha raccontato la realta’,quindi,un circo da chiudere immediatamente, affidare la raccolta ad una di quelle aziende preparate,esperte,idonee,competenti,virtuose,o no?

  2. Vedete le convenzioni in ritiri dei rifiuti li stabilisce chi “paga”

  3. Praticamente se cucino pesce st’estate dovrò tenermi la busta per due settimane ??? E se poco poco il giorno del ritiro non sarò a casa!?? Dovrò aspettare un mese ?? Ma vi rendete conto del disagio che state creando????
    Così si incentivano i comportamenti poco corretti !

    • Lo scarto del pesce va nell’organico … stiamo ancora a questo livello ?

      • Ok ….avevo capito male e pensavo anche l’organico ! Per fortuna mi sono sbagliata io ! Ma per me che torno a sulmona poche volte anche L indifferenziata ogni due settimane lo trovò un tantino esagerato ! Mamma me lo dico io

  4. Ci vorrebbe un ministero della transizione degli inetti !!!!

  5. Michael Toletti | 2 Gennaio 2023 at 10:01 | Rispondi

    Nell’indifferenziato smaltisco la sabbietta della lettiera del gatto: che faccio, l’accumulo per 2 settimane? Che schifo!!Vorrà dire che finirà nell’organico!!!!!

  6. Grafico Pubblicitario | 2 Gennaio 2023 at 11:41 | Rispondi

    Prima di mandare in stampa 20000 copie, se ne stampa 1 e la si controlla… chiamasi prova di stampa…

  7. Mamma me… Io vedo solo accanimento… Quanto mi fa schifo la politica… Tutta

  8. io l’ho sempre detto: si torni alle vecchie campane (vetro, carta, plastica e metalli). Questo sistema è inutile e dispendioso, e alla fine i costi ricadono sul contribuente. Chi l’ha inventato andrebbe arrestato.

  9. Ma con il porta a porta non avremmo dovuto pagare di meno la Tari??? Questo ci propinavano. Chiedo per fratello isacco

  10. E tutte le strade e gli altri posti pieni di rifiuti che fanno schifo, a chi tocca di pulire? Al comune, alla provincia, all’anas? Le bollette vengono pagate, ci spiegassero che fine fanno i soldi, visto che il risultato è avere il trrritorio che è diventato una mega discarica a cielo aperto.

  11. Ma perché, i pannolini, sia quelli dei bambini che gli assorbenti? Due settimane in casa?

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