
Stilata la classifica di Ecosistema Urbano 2025, il rapporto di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sui 106 capoluoghi di provincia per performance ambientali. Alla base della classifica 19 indicatori distribuiti nelle cinque aree tematiche aria, acque, rifiuti, mobilità e ambiente. In vetta alla classifica generale la città di Trento che quest’anno riconquista il primo posto sottrattole nel 2024 da Reggio Emilia mentre al secondo e al terzo posto si trovano Mantova e Bergamo, quest’ultima tra le new entry della top ten, insieme a Rimini salita quest’anno dal 12mo al 10mo posto.
Tra le province abruzzesi al primo posto Teramo che con un punteggio di 54,99 % si classifica 55ma a livello nazionale seguita da Chieti, 59ma tra le province italiane. A seguire Pescara e L’Aquila che si posizionano rispettivamente al 71mo posto, una posizione in più del 2024, e al 78mo posto, in discesa di tre posizioni rispetto allo scorso anno. Province che non brillano attestandosi su un punteggio che oscilla fra i 54 punti percentuali e i 47. Dati che fotografano una regione lontana dal tanto auspicato cambio di passo in termini di politiche ambientali, anche se, guardando nel dettaglio i singoli indicatori, la città dell’Aquila risulta al quinto posto fra le città d’Italia per la concentrazione media di biossido di Azoto in in µg/m³, attestandosi fra le città con la migliore qualità dell’aria. Un segnale positivo arriva anche da Pescara che si attesta tra le prime cinque per l’uso efficiente del suolo.
Come lo scorso anno, anche per l’edizione n. 32 della classifica di Ecosistema Urbano, le città con le migliori performance ambientali si concentrano al Nord, mentre Sud e centro della Penisola faticano a tenere il passo. In generale dunque una situazione stagnante dove le uniche variazioni sono per lo più di segno negativo. Non mancano comunque segnali incoraggianti, come nella raccolta differenziata che per la prima volta raggiunge la media del 65%, con Ferarra sempre al primo posto grazie al punteggio di 88,3% e, nella rete idrica, con una piccola riduzione delle perdite di acqua passate da dal 36,3% al 36,1%. Delusione invece per quanto riguarda la qualità dell’aria dove in calo sono solo i valori relativi al biossido di azoto mentre aumenta la media delle auto circolanti ogni 100 abitanti passando dal 67,7% al 68,1%, percentuali decisamente superiori agli standard europei. Male anche il settore ambiente che registra un calo della disponibilità di infrastrutture ciclabili e dell’estensione di isole pedonali e ZTL.
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