Esternalizzazioni Tua: il bus non passa, i pendolari subequani restano all’addiaccio. Sanzioni per l’appaltatore

L’esordio è stato anche peggio di quello prospettato, perché la fase esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico, ieri, ha lasciato a piedi studenti e pendolari a Secinaro dove il bus in partenza alle 6,50 e che avrebbe dovuto portare i viaggiatori a Sulmona, non si è neanche presentato alla banchina.

Senza preavviso e senza avviso, così, una trentina di persone, tra studenti e lavoratori, sono rimasti all’addiaccio per diverso tempo, fin quando qualcuno, tra i passeggeri, ha deciso di chiamare Tua. A quel punto è partito il mezzo sostitutivo dell’azienda del trasporto pubblico che, però, partendo dal deposito di Sulmona, ha impiegato diverse ore per chiudere il trasferimento. Di fatto l’autobus che, passando per Castel di Ieri, avrebbe dovuto raccogliere i pendolari per arrivare a Sulmona alle otto, in tempo cioè per la prima campanella e il timbro del cartellino, alle otto è partito da Secinaro. Un ritardo che qualcuno ha ammortizzato con mezzi privati e altri non hanno potuto far altro che subire, arrivando a destinazione con oltre un’ora di ritardo.

Da quanto si è appreso la ditta subappaltatrice del servizio per conto di Tua, la Autoservizi Riccitelli, non aveva un mezzo a disposizione per la corsa. E anziché avvertire e correre ai ripari, non si è semplicemente presentata, senza avvertire né l’utenza, né Tua. Il servizio esternalizzato, partito da una settimana a Secinaro, ha già contato d’altronde un incidente nella piazza del paese (con tanto di vetro rotto mentre erano all’interno i passeggeri) e diverse lamentele da parte dell’utenza: “Mezzi inadatti, perlopiù freddi e vecchi”, dicono i pendolari. Le organizzazioni sindacali avevano denunciato qualche giorno fa i rischi e le criticità legate all’esternalizzazione selvaggia decisa da Tua che, nei fatti, ha abbandonato le aree interne subappaltando il servizio a privati.

Nell’ultima settimana sono usciti dal circuito Tua i collegamenti da Scanno, Secinaro, Ateleta e Tocco da Casauria, con oltre una dozzina di lavoratori che sono stati costretti in molti casi a lasciare i paesi di origine per stare più vicini agli hub-depositi di Sulmona e Pescara. “L’alternativa – spiegano i sindacati Tua – è fare un lungo viaggio per andare a lavoro, con i turni che arrivano ad impegnare gli autisti anche per quattordici ore al giorno”. Anche per questo, oltre che per una serie di rivendicazioni ignorate dall’azienda, il prossimo 6 febbraio ci sarà uno sciopero di quattro ore nell’azienda pubblica.

“Un’azienda che preferisce esternalizzare anziché mettere a reddito i suoi servizi – continuano i sindacati – non c’è alcun recupero degli incassi con la sostanziale abolizione dei controllori a bordo e si continuano ad esternalizzare servizi e manutenzione, che costano all’azienda molto di più rispetto alle lavorazioni interne e all’utenza in termini di qualità”.

Intanto è scattata la sanzione amministrativa per l’operatore della ditta subappaltatrice del servizio. A prendere la decisione la società Tua, all’indomani del disservizio registratori a Secinaro dove ieri in trenta sono rimasti all’addiaccio. Una criticità riconducibile alle difficoltà legate alla fase di avvio dei subaffidamenti del servizio, come chiarisce la Tua dopo aver effettuato le necessarie verifiche interne. Tua, inoltre, ha “immediatamente attivato le procedure di controllo e rafforzato il monitoraggio del servizio, al fine di evitare il ripetersi di situazioni analoghe”. Nel frattempo questa mattina si è tenuto un incontro con il subaffidatario negli uffici della direzione, durante il quale sono stati ribaditi gli obiettivi di qualità del servizio in termini di puntualità, caratteristiche del mezzo e regolarità del servizio. A tal fine sono state condivise le azioni correttive necessarie per assicurare la regolare esecuzione del servizio.

1 Commento su "Esternalizzazioni Tua: il bus non passa, i pendolari subequani restano all’addiaccio. Sanzioni per l’appaltatore"

  1. praticamente un interruzione di pubblico servizio

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