
Più che un black friday l’ultimo venerdì di novembre si annuncia come un fake friday. A dirlo sono gli stessi commercianti alle prese con un appuntamento diventato sempre più di facciata. Uno specchietto per le allodole, come dichiarano senza mezzi termini molti titolari di attività commerciali del centro storico cittadino che al “venerdì nero” hanno deciso di non aderire per “rispetto del cliente e del proprio lavoro”. Un lavoro per lo più mortificato da un’iniziativa promozionale importata tout court dagli Stati Uniti senza alcuna motivazione se non quella puramente commerciale. Peccato però che gli effetti in Italia non siano gli stessi del mondo a stelle e strisce dove il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento segna per tradizione l’avvio alle compere natalizie e ai relativi saldi.
Diversamente da quello che accade nel nostro Paese dove, tra black friday e sconti e saldi di fine stagione (al via quest’anno in Abruzzo il 3 gennaio, non proprio a fine stagione insomma), ai commercianti resta ben poco a prezzo fisso. Perché se in America gli sconti di fine novembre arrivano fino all’80% con file interminabili di clienti davanti ai negozi pronti a svuotare i magazzini, per i nostri commercianti è impensabile svendere in questo periodo merce appena arrivata. “A novembre cominciamo a pagare la merce acquistata a fine estate per la stagione successiva – spiega una commerciante – venderla scontata adesso sarebbe una pazzia”. Per questo alcuni commercianti optano per un black friday a metà, scontando solo articoli selezionati tra quelli che, anche se nuovi, “hanno più probabilità di restare fermi in negozio”.

C’è poi chi invece del venerdì nero non vuole sentire proprio parlare. “Noi non condividiamo la filosofia del black friday – spiega la titolare di una storica attività commerciale cittadina – quella del comprare solo per approfittare di sconti che al massimo possono raggiungere il 20 o 30%. Preferiamo coltivare la nostra clientela e applicare sempre una scontistica coerente con il nostro modo di lavorare”.
Motivazioni condivise da un numero crescente di commercianti che ai clienti interessati agli sconti preferiscono spiegare il perché di una scelta fatta anche e soprattutto nel loro interesse. Eppure, bluff o no, il black friday continua a trainare i consumi, come conferma Confcommercio per la quale a fare acquisti in questo venerdì nero saranno sette italiani su dieci, 3% in più rispetto allo scorso anno. Consumatori per i quali l’acquisto dei regali di Natale durante gli sconti di fine novembre è diventata un’abitudine, con il 90,9% che spenderà fino a 500 euro in articoli di elettronica ed elettrodomestici, seguiti da abbigliamento, prodotti per la cura della persona e giocattoli. Una corsa all’ultimo cliente da attirare in negozio con tanto di cartellonistica perché, ammette un commerciante, “se non la metti in vetrina la gente non entra”. Un modo per non perdere clienti e reagire alla tendenza degli acquisti on line che anche nel black friday faranno la parte del leone con sei acquisti su dieci effettuati sulle varie piattaforme.

Dal black friday alla black week fino al black november, il passo è stato breve per incentivare acquisti durante tutto il mese che precede il Natale, eppure qualcosa sta cambiando. A guidare il cambiamento i piccoli commercianti contro tendenza, alcuni dei quali titolari di attività storiche, che ai propri clienti non offrono “sconti eccezionali” ma fiducia e prodotti di qualità. Per un ritorno all’acquisto intelligente e consapevole. Anche e nonostante il black friday.
Ormai c’è rimasto l’osso da rosicchiare in questa vallata fallita, commercialmente e politicamente parlando .
qua di black ci sono rimaste solo le prospettive di questa orrida vallata di lacrime e sangue—
Anche per questo argomento ci sarebbe da scrivere “l’elogio alla coglionaggine” questi “geni” di commercianti si sono accorti adesso, che è troppo tardi, che i saldi non si fanno a metà stagione come hanno fatto fino ad ora, sia per la stagione estiva che quella invernale. Ho memoria, quando ero piccolo purtroppo tanti anni or sono, che i saldi della merce invernale la facevano primavera inoltrata come i capi estivi in autunno inoltrato e vendevano veramente quasi tutto, ciò che rimaneva agli stocchisti. Ora i commercianti moderni, geni, che usano i social, che sono trendi ……………………