
Si è svolto questa mattina, a partire dalle 10:30, un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici delle farmacie private d’Abruzzo davanti al Consiglio Regionale, nel capoluogo aquilano. L’iniziativa si inserisce nella giornata di sciopero nazionale proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, a sostegno del rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del comparto, scaduto lo scorso 31 agosto 2024.
Alla mobilitazione, che coinvolge circa 2.000 addetti nella regione, i sindacati hanno chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio Regionale, Marco Marsilio, e con i gruppi consiliari, per sollecitare un intervento politico che favorisca la ripresa delle trattative con Federfarma, l’associazione datoriale del settore.
“Chiediamo un contratto con aumenti dignitosi, in linea con i profondi cambiamenti che il settore sta vivendo”, ha dichiarato Andrea Frasca, rappresentante di Filcams Cgil Abruzzo.
Da anni, il comparto delle farmacie private ha conosciuto trasformazioni significative, legate anche al nuovo accordo di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. Cambiamenti che, secondo i sindacati, hanno portato a un aumento dei fatturati senza però un corrispondente riconoscimento economico o professionale per i dipendenti.
I rappresentanti dei lavoratori denunciano un vero e proprio “paradosso”: a fronte di maggiori responsabilità, orari più lunghi e mansioni sempre più qualificate, la parte datoriale avrebbe opposto un muro alle richieste sindacali, limitandosi a una proposta di 180 euro di aumento complessivo nel triennio . Una cifra giudicata “irrisoria” e ben lontana dalla copertura del tasso d’inflazione degli ultimi anni.
“Il ruolo del farmacista è profondamente cambiato – ricordano i sindacati – ma il riconoscimento economico e normativo resta fermo al passato. È necessario un rinnovo che valorizzi competenze e professionalità, tutelando la dignità del lavoro”.
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