
Si chiude con una condanna la vicenda giudiziaria che vede protagonista un 54enne di Sulmona. La Corte d’Appello dell’Aquila ha inflitto a Mario Mastropasqua una pena di un anno e mezzo di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, per lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma e resistenza a pubblico ufficiale, confermando integralmente la sentenza di primo grado.
I fatti risalgono al 2021, quando l’uomo fece irruzione nell’appartamento del nuovo compagno della sua ex compagna, sfondando il portone d’ingresso e aggredendo la vittima alla coscia con un oggetto contundente, verosimilmente un cacciavite. L’attacco provocò sette giorni di prognosi, come refertato dai medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Sulmona.
La violenza non si arrestò neppure dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Una volta condotto in commissariato, il 54enne avrebbe continuato a manifestare un comportamento aggressivo, tra minacce agli agenti, colpi inferti al cofano dell’auto di servizio e urla contro un poliziotto. “Io ti ammazzo, non sai chi sono io”, avrebbe gridato l’uomo in preda alla collera.
I giudici di secondo grado hanno così confermato la decisione assunta nel 2024 dal Tribunale di Sulmona, che già in primo grado aveva fatto cadere le altre accuse mosse nei confronti dell’imputato. In particolare, non era stata ritenuta credibile la ricostruzione fornita dall’ex compagna, la quale aveva denunciato presunti maltrattamenti, percosse, minacce e persino una violenza sessuale. Versione che il collegio giudicante aveva escluso alla luce delle contraddizioni emerse nel corso del procedimento.
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