
I militari, dopo aver verificato i carichi pendenti a loro carico, hanno deciso di procedere con una perquisizione personale e veicolare. Il controllo ha dato esito positivo: uno dei due è stato trovato in possesso di alcune banconote false da 20 euro, mentre l’altro aveva con sé alcune dosi di hashish.
Per il primo è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica con l’accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate. Il secondo, invece, è stato segnalato al prefetto come assuntore di sostanze stupefacenti.
L’operazione rientra nell’ambito dei servizi di controllo del territorio intensificati nelle ultime settimane lungo le principali arterie stradali della zona, con l’obiettivo di prevenire e contrastare reati legati alla circolazione di denaro falso e allo spaccio di droga.
Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Sulmona lungo la strada statale 17, dove un posto di blocco ha portato al fermo di due uomini napoletani, di origine bielorussa, entrambi con precedenti.
I militari, dopo aver verificato i carichi pendenti a loro carico, hanno deciso di procedere con una perquisizione personale e veicolare. Il controllo ha dato esito positivo: uno dei due è stato trovato in possesso di alcune banconote false da 20 euro, mentre l’altro aveva con sé alcune dosi di hashish.
Per il primo è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica con l’accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate. Il secondo, invece, è stato segnalato al prefetto come assuntore di sostanze stupefacenti.
L’operazione rientra nell’ambito dei servizi di controllo del territorio intensificati nelle ultime settimane lungo le principali arterie stradali della zona, con l’obiettivo di prevenire e contrastare reati legati alla circolazione di denaro falso e allo spaccio di droga.
Il problema per questi reati – come in altri similari uditi di recente – “di medio calibro” (nel caso mi pare di capire art. 455 c.p.) è che sovente non è consentito l’arresto (per via della pena lo sarebbe solo facoltativamente ma poi potrebbe non essere convalidato) e, così, neppure il giudizio direttissimo, che sarebbe una soluzione semplice e veloce per definire almeno il primo grado di giudizio.
La denuncia comporta invece che il responsabile sarà processato tra un paio di anni e prima che sia eventualmente condannato in primo grado e che la pena divenga definitiva, dando per scontato l’appello e forse anche il ricorso per cassazione, ne passeranno almeno otto.
L’effetto deterrente (cioè la funzione generalpreventiva e specialpreventiva della pena) della giustizia penale – che è fondamentale per la pacifica convivenza e la sicurezza di tutti i residenti – è, così, molto blando.
Per il futuro, per quanto possibile, è auspicabile il ricorso – in tutti i casi in cui è consentito – almeno al giudizio direttissimo (previo arresto in flagranza), che “dà un taglio” ai tempi processuali almeno per il primo grado.