Ferrovia, Pescara-Roma in 2 ore, ma anche 13 km di galleria sotto il Morrone

È stato presentato ai sindaci collegati in streaming lo studio di pre-fattibilità della nuova linea Pescara Roma eseguito dal gruppo di lavoro composto da Rfi, Regione Abruzzo, Regione Lazio e Mit. Un’opera strategica per la quale la politica esulta, ma sulla quale restano dei nodi che andranno sciolti nei prossimi mesi in particolare sul collegamento con i centri minori, il mantenimento dell’attuale tracciato e sull’impatto ambientale. Nodi che in Centro Abruzzo significano ad esempio l’esclusione di Popoli, Cocullo, Goriano Sicoli se non venisse mantenuto in attività anche l’attuale tracciato o i 13 chilometri di galleria che collegherà Pratola con Torre dei Passeri.

“Un’opera necessaria per il Centro Abruzzo” come sostiene la sindaca di Sulmona Casini, “un progetto importantissimo ora diventato realtà” come dichiara la senatrice grillina Di Girolamo. Un’opera che prevede diversi lotti di interventi nei suoi 240 km, con alcuni interventi che saranno realizzati con più semplicità, altri che invece nell’attraversare montagne o nel dover affrontare importanti dislivelli vedrà degli interventi molto più complessi e strutturati. Ci sono nel merito i tratti fra Mandela-Carsoli-Tagliacozzo, Celano-Bugnara e Pratola-Scafa.

“Il progetto – come spiega l’ingegnere di Rfi Christian Colaneri – tiene insieme sia il traffico viaggiatori – si arriverà a viaggiare da Tirreno ad Adriatico in 2 ore – che quello merci”. Avezzano sarà collegata a Roma in 50 minuti e farà vera concorrenza al trasporto su gomma. Ci sarà anche la riduzione dei tempi della percorrenza Sulmona-Pescara – circa 40 minuti -con aumento della capacità di offerta commerciale.

La battaglia politica per accaparrarsi il transito delle merci del corridoio commerciale Ten-T Barcellona-Ploce nell’entroterra laziale e abruzzese si rafforza con questo progetto, sottolineano i sindaci negli interventi, anche se la concorrenza di altre dorsali non è stata ancora definitivamente “sconfitta”. Per i lavori poi Rfi stima 7 anni e mezzo di tempo, ai quali vanno aggiunti i tempi degli iter autorizzativi dei vari lotti sui quali aleggia l’incertezza più assoluta.

Non vi è alcuna certezza anche sul destino della linea attuale – se verrà mantenuta o smantellata – la decisione spiegano i tecnici Rfi spetterà alla politica. La preoccupazione per i sindaci dei Comuni minori sta nelle parole del primo cittadino di Cocullo Chiocchio che chiede lumi sui collegamenti dei piccoli centri con i grandi hub della linea a cui però non c’è una risposta. Oppure ci sono gli interventi dei sindaci della Valle Roveto che chiedono di non essere abbandonati perché i 50 minuti previsti fra Roma e Avezzano, sono gli stessi che attualmente impiega il treno fra Balsorano e Avezzano.

Infine ci sono i dubbi sull’impatto ecologico sollevati dall’assessore del Comune di Pescara Albore Mascia. Dei circa 200 km del nuovo tracciato infatti, poco meno di 80 saranno in gallerie completamente nuove. L’ingegnere Bruni di Rfi, ha spiegato che c’è stata l’intenzione di minimizzare l’impatto ambientale, anche se l’Abruzzo resta una regione di montagne. Chiarisce comunque che questo è solo un lavoro preliminare che andrà approfondito con altri studi successivi. Quello che è certo è che una delle gallerie più lunghe del tracciato, ben 13 km, attraverserà il monte Morrone, importante dal punto di vista idrografico e montagna sismica per antonomasia, che verrà solcata nel profondo da treni che sfrecceranno fino a 160 chilometri orari.

S.M.

11 Commenti su "Ferrovia, Pescara-Roma in 2 ore, ma anche 13 km di galleria sotto il Morrone"

  1. bene,tutte chiacchiere, come quelle sul ponte….costi ? Una fantasia,una magica fantasia da 8 miliardi,circa….in attesa dei finanziatori,e soprattutto dei numeri(credibili) utenti/
    passeggeri (al momento pochissimi ) che molto probabilmente non ci saranno…
    Per il progetto/studio chi ha pagato? Prevalgono gli interessi particolari,forse i ritorni economici degli aventi ruolo, (visibilita’ inclusa) degli amici, degli amici degli amici ,
    tanto pagano i contribuenti,o no?

  2. Dopo il traforo del Gran Sasso, che ha drenato la montagna abbassando il livello di falda di 600 metri, riecco i traforanti di nuovo all’attacco. Con i dieci km di galleria sotto al Morrone, addio alle falde che riforniscono di acqua potabile i comuni della costa.

  3. Un paese allo sbando | 26 Ottobre 2020 at 22:44 | Rispondi

    Che scempio…spero che prevalga il buon senso e che lascino in pace le montagne, che è già un miracolo se non si son più fatte ” sentire ” da qualche tempo… Il povero Morrone poi : lo vogliono traforare, incendiare, intossicare con il gas. Che altro vi viene in mente ?

  4. Per quanto mi riguarda poi quando la NATURA si scatena…..fa solamente il suo dovere.

  5. Quei 13 km di tunnel sotto il Morrone sono un incubo!Quanti bacini idrici saranno aggrediti. Le sorgenti Giardino che dissetano la costa ?

  6. Paolo D'Incecco | 27 Ottobre 2020 at 09:32 | Rispondi

    E’ una vera follia,basta ripristinare alcune corse giornaliere in servizio rapido(3 fermate)Chieti,Sulmona
    Avezzano)e destinare parte di quei miliardi alla linea Teramo-L’Aquila-Roma di grande interesse turistico ed economico!

  7. Ferroviere in 1 87 | 27 Ottobre 2020 at 11:34 | Rispondi

    Allora… forse non ci siamo capiti… il raddoppio Pescara-Sulmona è di “facile attuazione”. L’unico punto critico è l’attraversamento di Popoli, con la ferrovia a lambire il centro abitato.. in questo caso, credo sia impossibile un interramento dei binari, poiché in prossimità della stazione, vi è l’attraversamento sul fiume. Quindi la soluzione è, per raddoppiare, abbattere le case nelle immediate vicinanze della strada ferrata, ovviamente dando il giusto ristoro ai proprietari che devono andare a vivere in altro luogo dello stesso Comune, sull’esempio di quanto avvenuto a Roma per l’allargamento dell’autostrada ed il relativo affrancamento dell’ AV, e non bucare il Morrone.
    Non me ne voglia nessuno, ma volte sembra che chi è appassionato di ferrovia, reale ed in miniatura, capisca di più di chi ci lavora dentro.

  8. Ho 50 anni…sento parlare del rifacimento del tracciato ferroviario tra Roma e Pescara da almeno 40 anni. È evidente che l’attuale percorso ferroviario è anacronistico…cosi come bibiblici sono i tempi attuali di percorrenza (3,20 ore con il regionale veloce). Un’opera che considero davvero necessaria…spero che i tempi di attuazione non siano biblici come quelli di percorrenza del tracciato attuale. Gli ingegneri troveranno certamente il modo di ridurre ai minimi termini l’impatto ambientale, ma è necessario scavare le gallerie che il progetto prevede vengano scavate. Il traffico passeggeri tra avezzano e Sulmona è quasi inesistente…spero che i sindaci dei paesi non facciano inutile ostruzionismo basato sul campanilismo mascherandolo con problematiche ambientali. Un appello: NON PERDETE TEMPO IN CHIACCHIERE ED INIZIATE AL PIÙ PRESTO I LAVORI. Non vedo l’ora di prendere il treno veloce e con 2 ore essere a Pescara

  9. Ha poco senso fare un traforo di 13 km per recuperare solo 10 minuti.
    Caso simile alla costruenda bretella sulla AQ-PE, non se ne capisce l’utilità e la valutazione costi-benefici e per certo negativa (certamente no per RFI).
    Sicuramente si poteva e si può pensare ad un percorso alternativo. Il tunnel non ha veramente senso, forse (e ripeto forse), saranno stati valutati i rischi idrografici, di frane, sismologiche e quant’altro ma il gioco non ne vale la candela.
    È impensabile che non vi sia una soluzione meno invasiva e altrettanto valida.
    Mi viene anche da pensare del quanto sia stato tenuto in conto da parte di RFI lo studio di prefattibilità del comitato mo.ve.te., che a grandi linee può essere considerato nullo o pressoché tale, ma senza carte di dettaglio la mia non è che una personale deduzione.

  10. Sono un ex macchininista di trenitalia e 10 anni fa venne un ing da roma e disse queste parole anziche spendere tutti questi soldi x velocizzare la linea ci conviene pagare un taxi xil trasporto fino a roma.penso che al momento ci sono cose +importanti dafare.

  11. Mi è venuto un ulteriore pensierino.
    Non vorrei che la “sparata” del(i) traforo(i) sia stata fatta ad hoc per fare montare la critica sullo studio di prefattibilità dell’opera, per poi volutamente optare per una progettazione più misera e meno performante, così da addossarne le “colpe” alla politica.
    Giochetto non nuovo!
    Altrettanto strano che non si trovi e pubblicho un minimo di documentazione anche come semplice traccia, che non sia una linea rossa su di una mappa, come si fa così a valutare l’opera? È un azzardo politico!

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