Fis per i lavoratori Cogesa: “Solo 5 sono scoperti’

Sarebbero cinque e non una trentina, come sostenuto dalla Cisl, secondo il Cogesa i lavoratori ex Inpdap che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali del fondo di integrazione salariale (Fis) che la società partecipata ha applicato durante il lockdown. Uno “scoperto” (anticipato dall’azienda) di conseguenza molto ridimensionato rispetto alle affermazioni fatte dal sindacato: poco meno di 7mila rispetto ai 130mila di cui si era parlato. Si tratta di soldi che rischiano di essere persi, nel senso che avrebbe dovuto sborsare o meglio rimborsare lo Stato, ma che rischiano di rimanere a carico della società pubblica.


“Nel verbale del 27 marzo le parti, prudentemente, avevano contemplato il verificarsi di un simile scenario – scrive il Cogesa -. Infatti, al punto 9 dell’accordo è scritto: ‘in caso di diniego da parte dell’Istituto all’ottenimento dei benefici di cui al presente verbale, le parti si impegnano a fissare un ulteriore esame congiunto al fine di definire le misure alternative, utilizzando altre forme di sostegno al reddito alle quali Cogesa Spa potrà accedere (Fis ordinaria o Cassa integrazione in deroga) così da contemperare il diritto alla retribuzione dei lavoratori e le esigenze della Società di tenuta economica dei servizi coinvolti nella sospensione delle attività”.
Il sindacato dal canto suo insiste: “Sono numeri che non sono veritieri – spiega il segretario Cisl, Angelo De Angelis – solo dal Comune di Sulmona ci sono ventidue ex dipendenti passati al Cogesa”.

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