Floranet life: 7 fiori rari dell’Appennino salvati dall’estinzione

E’ in corso, oggi e domani, a Sulmona, nella magnifica cornice dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, il Meeting finale di Floranet LIFE, dedicato alla salvaguardia e valorizzazione delle specie vegetali della flora appenninica di interesse comunitario. Un progetto realizzato con il contributo del programma LIFE dell’Unione Europea e condotto dal Parco nazionale della Maiella con il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il Parco regionale Sirente Velino, l’Università di Camerino e Legambiente.Due giorni di intenso dibattito per presentare e discutere i risultati di cinque anni di lavoro dedicati alla tutela della flora nell’Appennino centrale (nella sessione pomeridiana di oggi), ma anche per parlare di biodiversità vegetale, in Italia e in Europa, condividendo esperienze e studi con alcuni tra i massimi esperti che partecipano alla conferenza di questa mattina dal titolo “La tutela della flora in Italia e in Europa: esempi e prospettive nella salvaguardia delle specie vegetali della direttiva 43/92/CEE”.

Domani, venerdì 26, sarà invece la volta della tavola rotonda che concentrerà la riflessione sulla “Biodiversità vegetale in Abruzzo e il necessario aggiornamento della Legge regionale 45 del 1979”, nonché, a conclusione dei lavori, della premiazione delle 13 fotografie scelte dalla giuria del concorso “Fiori appenninici, bellezza in posa”, che ha messo in gara gli appassionati escursionisti che hanno immortalato con le loro fotocamere i fiori e gli habitat più suggestivi dell’appennino d’Abruzzo. Un concorso che in quattro edizioni ha visto crescere, non solo la partecipazione, ma anche il livello artistico delle immagini candidate. Vincitrice assoluta del contest finale è Dactylorhiza maculata, una bellissima orchidea ritratta dall’obiettivo di Marcello De Meo.  

“Concludiamo un progetto che ha visto tutti i partner lavorare con entusiasmo verso il comune obiettivo di salvaguardare e valorizzare il prezioso patrimonio di biodiversità dell’Appennino abruzzese attraverso azioni di tutela ispirate alla sostenibilità ambientale ed economica quale garanzia di benessere socio-economico a scala locale e globale – ha dichiarato il direttore F.F. del Parco Nazionale della Maiella Luciano Di Martino -. Le specie oggetto del progetto sono legate sia ad habitat primari (rupi e ghiaioni di alta quota) che secondari (pascoli, arbusteti, boschi, campi coltivati a diverso grado di utilizzo). Questi ultimi rappresentano un’ottima base di osservazione per le trasformazioni ambientali avvenute nel corso dei secoli (dal neolitico ai giorni nostri) a fini agricoli e pastorali”.

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