Fuga dal “Modello Cogesa”: Pacentro si sfila e va a gara

I timori dei Revisori dei conti che hanno sospeso il parere sul bilancio di previsione a marzo scorso erano fondati: perché a distanza di tempo non è ancora certa l’entità dei prossimi incassi di Cogesa, tra quote che non vengono riconosciute, come nel caso di Sulmona, e, soprattutto, Comuni che non hanno ancora rinnovato le convenzioni e i contratti di affidamento.

L’ultimo, in ordine cronologico, a sfilarsi dalla “grande famiglia” della partecipata è infatti il Comune di Pacentro che ha deciso di non rinnovare in house il servizio a Cogesa, ma di andare a gara d’appalto, come avevano già fatto Pratola Peligna e Prezza.

Non è l’unico, a quanto pare, dei Comuni intenzionati a ricorrere al mercato per la gestione dei rifiuti, anche perché le cose in Cogesa non sembrano andare benissimo. Il debito è ancora alto e la posizione assunta dal Comune di Sulmona, che ha escluso e bocciato aumenti tariffari per coprire la richiesta di 300mila euro in più avanzata da Cogesa, aggrava la posizione debitoria della partecipata che, verosimilmente, dovranno essere tutti i Comuni soci a dover ripianare.

Di fatto ad oggi il bilancio di previsione, il cui termine per l’approvazione doveva essere marzo, non è stato ancora approvato e, d’altronde, il controllo analogo, dove il documento di programmazione deve passare prima dell’assemblea, non è stato più riconvocato da marzo scorso, quando la seduta non raggiunse il numero legale.

Sullo sfondo, ma mica tanto, la questione irrisolta dell’assunzione di un direttore generale che divide sindaci e maggioranze, a partire da quella di Sulmona.

La partecipata, dal canto suo, cerca di portare acqua al proprio mulino che, dice, macina bene: la quantità di rifiuti avviati a riciclo nei sessanta Comuni gestiti, sostiene Cogesa, è pari al 58% con punte del 100% per Raee, batterie, sfalci di potature e imballaggi metallici. Bene anche per legno e metalli che sono stati recuperati rispettivamente al 98% e al 97%; al 94% carta e cartoni e al 93% imballaggi in cartone, con gli imballaggi in vetro al 90,5%. L’organico è all’88%, c’è invece ancora da lavorare sugli imballaggi misti (al 54%) e sugli ingombranti, recuperati al 70%. A far crollare la percentuale è però, ovviamente, il residuo secco che per il solo 28,5% viene recuperato, mentre il restante 71,5% finisce in discarica.

Il “Modello Cogesa”, così lo definisce la partecipata, però, non sembra essere sufficiente a convincere tutti i Comuni a restare della partita. Ma è probabile che dietro le scelte, ci siano anche risvolti politici per un settore che divide il territorio ormai da cinque anni.

2 Commenti su "Fuga dal “Modello Cogesa”: Pacentro si sfila e va a gara"

  1. E quindi, se va a buon fine, si dovranno reintegrare nella dotazione organica i tre dipendenti Comunali passati al Cogesa illo tempore?
    O verranno “ allocati” nell’organico della Ditta che vincerà la gara d’appalto della raccolta dei rifiuti?
    Pare, e sottolineo pare, che a Prezza la ECOGREEN S.R.L. ( di…CAMPOBASSO ) che aveva vinto la gara abbia dismesso il Servizio e gli operai impiegati hanno difficoltà a farsi pagare tutti gli emolumenti maturati.
    E in caso di contenzioso con una ditta inadempiente, chi volete che un Tribunale condannerà in solido a pagare? L’Ente ( Comune) appaltatore… chi altri se no?
    I rifiuti raccolti poi, giocoforza per la vicinanza della discarica, andranno smaltiti presso il Cogesa con un salato sovrapprezzo di conferimento a carico della collettività… naturalmente.
    Però, c’è coerenza in questa scelta, anche se effettuata con molto ma molto ritardo, infatti dieci anni fa dall’opposizione hanno ferocemente avversato il passaggio del servizio al COGESA, salvo poi accettarla di buon grado per 8 anni.
    Forse la decisione è maturata per un aumento del costo del servizio prestato dal Cogesa?
    Come dite?
    Che il costo è diminuito… e per il ristoro della differenziata e per la diminuzione dei passaggi di raccolta di alcune tipologie di rifiuti, leggasi carta e vetro.
    Allora cosa è cambiato in quest’ultimo tempo, cosa è successo per determinare una scelta così netta?
    Noooo, No è ancora No… non ci credo.

  2. E invece siiii, mio fratello è figlio unico.

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