Fulmine sulla palazzina inagibile: decine di migliaia di euro di danni in tutto il vicinato

Ammontano a decine di migliaia di euro i danni provocati questa notte dal fulmine che si è abbattuto su una palazzina di via Avezzano a Sulmona. Una scarica violentissima che ha bruciato in tutto il circondario decine e decine di elettrodomestici: caldaie, lavatrici, lavastoviglie, televisori, computer. A farne le spese anche l’agenzia di scommesse Strike dove sono stati bruciati praticamente tutti gli schermi utilizzati dall’attività, oltre ai macchinari del bar.

Il fulmine, caduto verso l’una mezza di questa notte, è finito, per un gioco del destino, su una palazzina semivuota che dovrebbe essere demolita e ricostruita con il Superbonus. Dovrebbe, perché in realtà al suo interno si trova ancora un’inquilina che si rifiuta di uscire di casa, nonostante una sentenza del tribunale abbia stabilito che deve lasciare l’immobile per permettere al condominio di poter eseguire la demolizione.

Il fulmine ha scaricato la sua potenza sulle condotte in rame del gas sulla cui estremità si è avviato anche un principio di incendio. La zona è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco e per tutta la mattina di oggi l’Enel e l’Italgas hanno lavorato alla riparazione dei servizi. La scarica elettrica ha fatto infatti saltare la centralina centrale che serve la zona, lasciando tutti al buio e, per chi non aveva il salvavita, diversi danni.

Danni che, a meno di assicurazioni private, difficilmente saranno risarciti, rientrando l’episodio come fenomeno naturale.

“Sono stata svegliata prima da un sibilo – racconta una residente di un palazzo vicino – a cui è seguito un boato enorme. Pensavo fosse il terremoto, è stato inquietante”.

2 Commenti su "Fulmine sulla palazzina inagibile: decine di migliaia di euro di danni in tutto il vicinato"

  1. Impianti elettrici obsoleti e scaricatori di sovratensione sconosciuti al 99% delle persone. Ecco i risultati

  2. Si ma non si deve demolire solo la palazzina di via Avezzano,ma la intera Sulmona delle palazzine in C.A. dagli anni sessanta in poi,fatte in riso soffiato.Motivo, il cemento è tutto depotenziato e gli inerti delle cave locali per i calcestruzzi sono calcari morbidi non adatti per i carichi delle colonne in elevazione specie di molti piani. I NAS per il cemento non sono mai esistiti,la mafia politica delle autorizzazioni edilizie a pagamento di mazzette si è ingrassata dentro gli enti pubblici,ed il risultato è che vivere nei palazzi di Sulmona è come stare dentro una trappola per topi senza scampo, equivalente anzi ad imboccare l’autostrada e passare sui viadotti che possono cadere da un momento all’altro.Il problema delle colonne dei viadotti deteriorate è lo stesso delle colonne dei palazzi di Sulmona del dopoguerra. Un qualsiasi proprietario può prendere un pezzo di cemento da una colonna,e, se lo fa analizzare da un laboratorio estero, non mafioso, tipo Germania, Finlandia, Danimarca etc, scoprirà la amara verità di essere stato truffato con la conseguenza di essersi sacrificato una vita per acquistare un appartamento pericoloso dove la vita ,la rischia in ogni momento.

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