Gelo a Museo Ovidio

Datate sì, usurate proprio no: le caldaie del museo mai aperto di Ovidio sono da cambiare. Quasi diecimilacinquecento euro uscite dalle casse comunali per sostituire i due vecchi “scaldabagni” che, dicono dal Comune, non facevano più il loro lavoro. O forse avevano dimenticato come farlo, visto che sì e no gli impianti sono stati accesi una decina di volte in tutto tra inaugurazioni farsa, qualche buffet e collaudo generale.
Installate nel 2017 quando davanti al presidente Mattarella (primo mandato) l’allora sindaca Annamaria Casini annunciava per settembre di quello stesso anno l’apertura della struttura, le due caldaie, di fatto, sono state utilizzate talmente poco da andare in tilt.
Così il Comune la settimana scorsa ha provveduto a cambiarle, senza neanche tentare la via della riparazione, evidentemente perché già obsolete prima di fare il rodaggio.
Sperando che il nuovo acquisto sia più utile del precedente e resista alle intemperie del tempo e della burocrazia: nonostante gli annunci, le promesse e i buoni propositi, infatti, lo spazio di via Angeloni continua ad essere chiuso, offerto di tanto in tanto per qualche evento sporadico, con l’accortezza, però, che non richiami troppa gente.
Sì, perché ad oggi, caldaie a parte, il problema strutturale del museo, ovvero l’assenza di una scala di emergenza esterna che consenta di fare entrare più di “quattro gatti” (ottanta persone), non è stato risolto.
La promessa solenne, che suonava come un trionfo, primo degli atti amministrativi della nuova giunta (insieme all’aumento della Tari) a giugno scorso, di aprire entro la metà di ottobre, è stata smentita (tanto per cambiare) dai fatti.
E, a quanto pare, dopo quattro mesi dalla deadline c’è ancora da attendere: la scala esterna, per la quale sono stati già appaltati i lavori, è ferma infatti alle cabine. Quelle dell’Enel che, a quanto pare, occupano una parte del cantiere che deve essere allestito. Improbabile che i quattro box elettrici siano stati installati notte tempo: insomma erano lì da sempre, anche quando venne approvato il progetto della scala, anche quando vennero appaltati i lavori e fatti i solenni annunci.
Ora si dovrà aspettare che l’Enel proceda a spostare le cabine e solo dopo potranno partire i lavori che richiederanno un mese circa di cantiere.
Solo allora tutto sarà pronto per immaginare una gestione del museo, su cui però non si scorgono all’orizzonte né idee, né proposte. Sperando che la commissione Cultura, costituita la settimana scorsa dopo otto mesi di ragnatele, porti l’argomento in discussione.

2 Commenti su "Gelo a Museo Ovidio"

  1. Mah!!! 🙁

  2. Dilettanti allo sbaraglio…

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