Gemellaggio di città: un’opportunità per i Comuni peligni

 

Il gemellaggio di città (town twinning), ideato in Europa nel 1950, rappresenta la stipulazione ufficiale di un’unione fra due o più comunità, il cui scopo è quello di cooperare e collaborare in diversi settori

(politico, economico, commerciale, culturale, sociale etc.), al fine di stabilire rapporti duraturi nel tempo tra le svariate realtà europee. La Commissione Europea, consapevole delle grandi opportunità di sviluppo che possono derivare dai rapporti di gemellaggio, mette a disposizione dei Comuni o dei Comitati di Gemellaggio che rappresentano gli stessi, una misura totalmente dedicata a tale legame. Il programma europeo di riferimento prende il nome di “Europa per i Cittadini 2014-2020”, il cui scopo è quello di avvicinare i cittadini europei all’Unione Europea, proponendosi di colmare la distanza, dai primi avvertita in maniera rilevante almeno in questo periodo storico, dalle istituzioni europee. Il programma si compone a sua volta di due strand: 1) Memoria Europea; 2) Impegno Democratico e Partecipazione Civica. All’interno dello strand n. 2 troviamo l’apposita misura dedicata al gemellaggio di città.

La misura “Gemellaggio di Città”, supporta progetti che mirano a mobilitare i cittadini a livello locale e dell’UE per discutere su questioni attuali e concrete dell’agenda politica europea. A tal proposito, infatti, troviamo tra le priorità che un Comune o un Comitato di gemellaggio dovrebbero affrontare in un progetto le seguenti tematiche: 1 – Lottare contro la stigmatizzazione degli “immigrati” e costruire contro-narrazioni per incoraggiare il dialogo e la comprensione reciproca; 2 – Dibattito sul futuro dell’Europa e sulla sfida rappresentata dall’euroscetticismo; 3 – Anno europeo del patrimonio culturale. Coinvolgendo direttamente i cittadini di città gemellate, si intendono realizzare progetti finalizzati a favorire il processo di integrazione europea, per concretizzare i quali sarà necessario l’utilizzo di strumenti come la promozione del dialogo interculturale, lo scambio di esperienze e di buone pratiche, le conoscenze e i valori, le attività di volontariato, il confronto costruttivo di opinioni e l’arricchimento reciproco, cercando di contribuire quindi alla definizione dell’identità comune europea.

Il progetto, e questa è una vera e propria fortuna per molti ipotetici beneficiari, può essere redatto in tutte le lingue riconosciute dall’Unione Europea e quindi anche in italiano. La sovvenzione massima è di € 25.000,00, somma che viene calcolata automaticamente sulla base della partecipazione dei cittadini. Vi do un dato: L’Italia è il Paese che più di tutti a livello unionale beneficia di questa misura, atteso che ha un numero molto elevato di città gemellate (pensate solo ai numerosi Comuni della Valle Peligna e dei territori limitrofi).

La Direzione Generale della Commissione Europea, deputata alla gestione del programma in questione è la DG – Immigration, la quale, a sua volta, si avvale dell’Agenzia Esecutiva per l’Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (EACEA) per l’attuazione pratica del Programma “Europe for Citizens”.

Inoltre, il Ministero dei Beni Culturali (MIBACT), ha costituito nel 2008 lo “Europe for Citizens point”, con lo scopo di promuovere il programma stesso, organizzare conferenze, spiegare come presentare le candidature, organizzare seminari e giornate informative. Per supportare le candidature e fornire utili consigli ai c.d applicant, il MIBACT ha istituito anche l’Help Desk telefonico attraverso il quale è possibile telefonare,  fissare un appuntamento per avere informazioni utili circa il progetto che si intende realizzare e ricevere una sorta di valutazione preventiva. Prima di inviare una proposta progettuale è obbligatorio, però, effettuare l’iscrizione del Municipio o del Comitato di Gemellaggio presso il portale dei partecipanti della Commissione Europea e ricevere il famoso Participant Identification Code Number (PIC)

Le nuove date per presentare le proposte progettuali a valere sull’azione Gemellaggio di Città sono: 1 febbraio 2019 e 1 settembre 2019. In un territorio come quello peligno, pressoché profano di progetti europei a valere sui fondi c.d. diretti (ossia gestiti direttamente dalle varie Direzioni Generali della Commissione Europea), questa rappresenta un’occasione unica per costruire ponti transnazionali basati sulla cooperazione e sulla cittadinanza europea attiva. Da un piccolo progetto, infatti, potrebbero scaturire importanti opportunità, felicemente inaspettate. Bruxelles, in fondo, non è poi così lontana.

Stefano Calore

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